IL MONDO AL CONTRARIO?
Tutto sommato non sono affatto meravigliato da certi pensieri, tutt’altro che liberi, che possono affollare la mente di un generale dell’Esercito. Quindi, di un militare con un grado e un livello piuttosto alti.
Anch’io soffro dei miei piccoli pregiudizi e, con estrema sincerità, confesso di non credere in processi di democratizzazione all’interno di corpi e gruppi organizzati secondo logiche gerarchiche e militariste. Potrà pur esistere un poliziotto, un appuntato o un colonnello che manifesta un buon livello di aperture mentali ma ciò, e per quanto penso io, rappresenta pur sempre la classica eccezione che conferma la regola.
Quindi, e premesso ciò, non mi stupiscono le strampalate considerazioni su diversi aspetti dello scibile umano messe nero su bianco su un pessimo libro dal generale Roberto Vannacci, un militare con un curriculum professionale abbastanza cicciotto e, pare, con tre lauree appiccicate al muro.
Vannacci scrive che gli omosessuali non sono normali (fatevene una ragione!) che femminismo e ambientalismo attentano all’unità e al bene della nazione e che i poveri devono essere maltrattati e, se rompono troppo, anche sparati soprattutto se provenienti dal sud del mondo. E altre corbellerie. Ciò che mi fa un po’ sorridere (amaramente) è che questo tizio si senta portatore di un pensiero originale, discriminato e oppresso da quei dittatori progressisti e di sinistra che vorrebbero imporre l’eguaglianza sociale e, magari, anche materiale e che ritengono che ognuno possa esprimere a piacimento i propri gusti e orientamenti sessuali. E altre cose ancora. Ma come?
A me capita spesso di sentire i discorsi di Vannacci mentre prendo un caffè, faccio la spesa al supermercato o me ne sto ad aspettare l’autobus o la metropolitana. E sono consapevole di vivere in un paese che, attualmente, esprime un governo di destra che più a destra ci sarebbe solo qualche epigono di Hitler. Un paese con un Parlamento che non è riuscito neanche ad approvare la moderata legge Zan, dove la gestazione per altri è diventato un reato universale e dove la premier donna si fa chiamare presidente, rigorosamente al maschile. E tanto altro ancora.
Quindi il vittimismo di questo Vannacci fa davvero pena. Forse, quanto quello che scrive su un pessimo libro che, purtroppo, ha ottenuto tanta pubblicità gratuita proprio in questi giorni. E che, magari, vedremo leggere da qualcuno che aspetta l’autobus e la metropolitana e pensa, convintamente, che in fondo gli omosessuali mica sono normali. E che se ne facessero una ragione! Sono piene le banchine degli autobus e delle metropolitane di gente che la pensa così. Con buona pace del generale Vannacci che vorrebbe sentirsi un eroe solitario che riscatta un’umanità allo sbando oppressa da femministe intransigenti, ambientalisti, difensori di migranti. E, perché no, anche da omosessuali che si sentono normali.

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