MIXED BY ERRY di Sidney Sibilia
Quelli della generazione vissuti (o sopravvissuti) durante i rampanti anni 80 ricorderanno bene le cassette, altrimenti dette nastri, nelle quali registrare canzoni e pezzi di dischi originali. Una pratica proseguita, poi, con discreto successo nel tempo dei CD e di altri supporti digitali ben più sofisticati.
Nel suo film Mixed by Erry, Sidney Sibilia intende raccontare le origini di questo fenomeno, antesignano della più articolata questione della pirateria nelle sue differenti modalità, e lo fa con una commedia gradevole, spassosa anche se, talvolta, lacunosa e infarcita di qualche luogo comune di troppo.
Enrico Frattasio è il secondo di tre fratelli di una famiglia napoletana, esattamente del popolare quartiere di Forcella. Il papà è un tipo un po’ folcloristico che se la sfanga con lavoretti al limite della legalità pur predicando ai suoi figli il sacro valore dell’onestà.
Enrico vorrebbe fare il DJ ma non gliene viene riconosciuto il talento con quel viso troppo monocorde e quell’assenza d’internazionalità necessaria in anni tanto ludici e giulivi come quelli del citato decennio degli ottanta. Intanto si arrabatta facendo le pulizie in un negozio di dischi dove approfitta per rafforzare le sue conoscenze musicali e, appunto, per doppiare cassette per amici e conoscenti vari. Finché il proprietario del negozio decide di vendere la sua bottega e lui deve trovare altri modi e mezzi per la difficile sopravvivenza quotidiana. Ecco, allora, il lampo di genio. Comincia a vendere le sue cassette musicali doppiate e quella che all’inizio sembra una piccola e innocua impresa diventa un incredibile business con un giro d’affari che aumenta esponenzialmente.
Tutto bene finché quest’attività non comincia a infastidire troppo le potenti case discografiche e a suscitare l’attenzione di finanzieri e sbirri vari. E, così, la vicenda dei fratelli Frattasio e del Dj Erry in particolare, viene bruscamente interrotta dalle inevitabili grane giudiziarie. Registrare dischi originali su cassette vergini non è più considerata una geniale attività ma diventa un reato vero e proprio e nasce nel linguaggio mainstream la cosiddetta pirateria della quale, ai nostri giorni, sentiamo ancora parlare abbondantemente, Si pensi, soltanto, alle contumelie di tanti presidenti di calcio che si lamentano per a pirateria applicata a quei network televisivi che trasmettono eventi sportivi. Uno, in particolare attualmente senatore della Repubblica e Principe di Molise proprio in queste settimane si sta facendo in quattro per far approvare in Parlamento norme ancor più stringenti e repressive.
Tornando, invece, al nostro film cosa dire? Una commedia tutto sommato piacevole, niente di eccezionale, necessariamente grottesca in alcuni passaggi e nella quale, forse, emerge poco il ruolo che organizzazioni criminali assai strutturate hanno svolto all’interno di queste dinamiche.
Un discreto film che ricorda la bella trilogia di Smetto quando voglio, Che, però, era molto meglio per la storia raccontata e per il cast degli attori. Comunque da vedere se si possiede un abbonamento a Netflix più o meno legale o rimediato.

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