SANE ABITUDINI

Tra le (buone) abitudini alle quali mai rinuncerei, c’è quella della doccia. La doccia al mattino, appena sveglio e dopo aver bevuto, magari, una tazza di caffellatte. Pasteggiando qualche biscotto da supermercato.

Doccia calda o almeno tiepida, non ci tengo a dimostrare la mia (dubbia) mascolinità e virilità immergendomi sotto spruzzi di acqua gelida. Capitò, ricordo, tanti anni fa in un pessimo bad and brackfast di Londra con i bagni (in comune) al piano sotterraneo. Quando arrivai con il mio asciugamano, pronto a togliermi tutte le sozzure accumulate nell’ultima giornata, vidi un ragazzo tedesco con il viso apparentemente ‘incazzato’ e che gridava, probabilmente, qualche insulto diretto ai gestori di quella modesta locanda.

E quando m’immersi sotto quella doccia non certo di prima qualità ebbi conferma di quanto avevo pensato guardando la faccia del ragazzone tedesco e ascoltando i suoi lamenti. Arrivava acqua gelata e cercai, comunque, di salvare la mia igiene personale lavandomi, come si suol dire, a pezzi.

Ciò che si fa, appunto, quando non c’è acqua calda salvo l’alternativa delle vecchie e care maniere; quelle di riscaldare acqua in pile e pentoloni normalmente utilizzate per cuocere la pasta.

La doccia d’estate con il caldo, il sudore e le alte temperature concede qualche minuto di refrigerio. Ma anche d’inverno offre le sue comodità anche se ho qualche nostalgia dei vecchi bagni che facevo nella vasca. Una cosa che ormai si usa assai poco. In realtà, da bambino, soffrivo molto di quei bagni in vasca che mi sembravano autentiche torture. E pensavo, ma perché devo lavarmi tutti i giorni immaginando, forse, che quella mania per l’igiene rappresentasse soltanto un brutto vizio preso dagli adulti. Poi, mi sarei ricreduto. Doccia tutte le mattine, anche nel ricordo di quel ragazzone tedesco immerso sotto spruzzate di acqua gelida che chiamava, probabilmente e nella sua lingua per me incomprensibile, tutti i numi dell’universo.

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