MARITOZZI CON LA PANNA
Abitudini culinarie. Mangio tutti i giorni, almeno tre pasti al giorno, colazione, pranzo e cena. Non è così scontato in un mondo dove tanta gente patisce la fame. Non per imbarcarsi nella trita e ritrita retorica del ‘c’è sempre chi sta peggio’, ma non c’è dubbio che esser nati in un angolo di mondo dove, normalmente, non si hanno problemi di sussistenza è sicuramente un vantaggio. Se non un privilegio.
Colazione, ecco, questa è un’abitudine che apprezzo, addirittura, più del pranzo e della cena. Colazione rigorosamente latina e mediterranea. Caffè, latte e cornetto. Niente uova, salami, insaccati e altro, anche se in qualche albergo o, all’estero mi è capitato di fare una colazione diversa e ben più abbondante di quella tipicamente mediterranea e prima citata.
Colazione a casa ma, preferibilmente, al bar.
Cappuccino meglio del caffè con poca schiuma. Cornetto semplice per non ingrassare troppo. In passato gradivo anche un cornetto con la crema e, quando ero bambino, impazzivo per i celebri e romani maritozzi con la panna. Che lasciavano uno straordinario gusto in bocca insieme alla stessa panna spalmata sul viso e che scendeva fino a sporcare i vestiti. Ma ne valeva la pena.
A casa, invece, preferisco caffellatte con qualche biscotto. Biscotti da supermercato, nulla di particolarmente ricercato. Insomma, apprezzo la colazione classica senza particolari eccessi.
Nell’attesa dell’immancabile sigaretta, la prima della giornata. La migliore secondo il mitico Sandro Ciotti, perché la più lontana dall’ultima. Anche questa un’abitudine. Non proprio sana ma, si sa, le cose belle della vita sono immorali, illegali o fanno ingrassare. Come i maritozzi con la panna.

Commenti
Posta un commento