PROGRAMMI PER IL FUTURO
La vita è fatta anche di programmi per il futuro. Un futuro che si può immaginare più o meno lungo a seconda dalla propria condizione anagrafica e sociale o di dove si nasce o si vive.
I programmi dei bambini sono immediati, molto spesso ambiziosi.
Non so se, come tanti anni fa, si chiede ancora ai bambini, cosa vuoi fare da grande? Ricordo che, sempre in un tempo ormai assai distante, i più audaci e ambiziosi rispondevano, magari, immaginandosi nello spazio a scoprire nuovi mondi e inesplorati pianeti mentre quelli più sobri pensavano, probabilmente, di superare qualche record in una qualsivoglia competizione sportiva.
Poi si cresce e i problemi aumentano. O, meglio, si acquisisce la consapevolezza dei propri limiti e della personale condizione sociale ed economica che potrebbe condurre a rassegnarsi a percorsi di vita meno entusiasmanti di quelli che si erano sognati e desiderati durante il beato tempo dell’infanzia.
Ci sono persone che riescono a far programmi e porsi degli obiettivi lungo l’intero corso della loro vita. Anche quando diventano più vecchi e vedono lo striscione del fine corsa sempre più vicino. Assolutamente ammirevoli.
E c’è chi, invece, si sente ormai troppo vecchio per stilare programmi a media e lunga scadenza e giustifica la propria pigrizia pensando che c’è un’età per fare tutto e che ormai è tardi.
Si possono fare programmi apparentemente minimi ma che danno un senso allo scorrere dei propri giorni. Migliorare la vivibilità della propria abitazione, conoscere nuove persone, pianificare un viaggio e scoprire nuovi luoghi. Oppure, si può tranquillamente vivere alla giornata. Lasciandosi travolgere, quasi accompagnare, dallo scorrere delle cose. Può, forse, aiutare a vivere meglio ma anche sottolineare un atteggiamento troppo passivo. L’atteggiamento di chi sceglie, sostanzialmente, di non decidere, di non determinare e di lasciarsi guidare dagli accadimenti. Come un passeggero fermo nella sala d’attesa di una stazione che si accontenta di vedere partire e arrivare treni sui quali non ha il coraggio o la forza di salire. Giustificandosi, magari, dicendo che ormai è tardi.

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