L'ELETTORE DI DESTRA parte I

Io, di questa nuova guerra, ci ho capito poco. Ho solo sentito che quel mattacchione di Trump avrebbe attaccato l’Iran per riportare la democrazia, dopo aver fatto lo stesso in Venezuela, dove – dicono – si è caricato quel dittatore di Maduro insieme alla moglie. E ora in Venezuela vivono meglio. Forse. Poi che ne so: mica mi metto a seguire le notizie da Caracas. 

Con tutto quello che ho da fare durante la giornata, tra semafori e file sul raccordo, posso al massimo sapere che questa guerra ci porterà qualche rincaro. La benzina è già arrivata a due euro al litro, e la colpa è tutta di questi benzinai che ci speculano sopra. Però tengo fiducia in questo governo di persone che, finalmente, hanno a cuore le sorti del paese.

 

Di guerra e geopolitica – come dicono quelli bravi che hanno studiato (e poi, a che serve studiare così tanto?) – ci capisco poco. Giusto quello che raccontano nei talk show sulle reti del vecchio e povero Silvio, che guardo distrattamente mentre ceno. Oppure le notizie che mi arrivano mentre smanetto sul telefonino. 

Le priorità sono altre, insomma. Ad esempio, la storia della famiglia nel bosco: ma ti pare giusto che questi giudici e assistenti sociali tolgano i figli a papà e mamma? Ma come si permettono? Se vogliono vivere in un bosco saranno pure affari loro. Certo, sono australiani, quindi extracomunitari, e vivere così fa tanto da zingari. E noi, gente di destra, gli extracomunitari e gli zingari li abbiamo sempre detestati. Però, oh, questi sono australiani, mica africani, e pure neri. E poi il bosco fa tanto letteratura vichinga, un po’ fantasy, tipo quella che legge la nostra amata premier. Sì, quella saga lì, Il Signore degli Anelli, con la Terra di Mezzo che sembra un bosco. Io ne so poco, perché figurarsi se ho tempo di leggere: hai visto quanto è lungo quel libro? Più di mille pagine, roba da sentirsi male. 

E però questa storia degli australiani mi sta a cuore, perché la famiglia è la famiglia e non bisogna mai separare i genitori dai figli. E questi giudici e assistenti sociali, ormai, sono tutti comunisti. E allora fa bene il nostro presidente del Senato – uno che si ricorda pure la buonanima di Giorgio Almirante – a ricevere quei due cristiani. Dicono che sia propaganda, che lo fa per mettere in cattiva luce i magistrati prima del referendum, bla bla bla. Macché: chiacchiere dei soliti comunisti, di quelle zecche che hai visto come si vestono e che non sono mai scese in piazza per difendere le donne iraniane dalla violenza degli ayatollah. 

E ora vorrebbero pure che il nostro governo facesse qualcosa contro quest’altra guerra. Io, invece, dico che, se Trump li ha bombardati, questi iraniani, avrà avuto le sue ragioni. E tocca annaje appresso, perché noi siamo occidentali, bianchi e pure etero. Come la famiglia del bosco. Anche se viviamo in appartamenti riscaldati notte e giorno, con le zanzariere sul balcone. E al bosco, al massimo, ci andiamo d’estate a prendere un po’ di fresco. 

Alla prossima.

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