FRATELLO D'ITALIA
Arieccome! Pensavate che fossi scomparso, che mi fossi dato alla macchia dopo quest’inopinata sconfitta politica che, tuttavia, viene dopo un ciclo leggendario di successi? Sì, perché quelli di sinistra devono ricordarsi che non vincevano qualcosa a livello nazionale dai tempi di Prodi. Poi sono state solo sconfitte o, al massimo, pareggi, e si sono dovuti inventare i governi tecnici o di emergenza nazionale per restare incollati alle poltrone.
Noi, invece, abbiamo seguito la nostra brava camerata Giorgia sin dall’inizio della sua ascesa, da quando era una ragazzina e Silvione, che ci vedeva lungo, la promosse ministra della Gioventù. Abbiamo continuato ad andarle dietro quando ha fondato i Fratelli d’Italia col grande La Russa e con quel pezzo d’uomo di Crosetto; così grande e grosso che non potevamo che metterlo alla Difesa, perché hai visto quanto è alto? Vaje a dì qualcosa se c’hai coraggio!
Ora, non dico che questa sconfitta referendaria non lasci strascichi pesanti, ma la nostra Premier sta sistemando tutto per bene, dando una bella ramazzata come si fa prima di Pasqua. Li sta cacciando tutti: prima la Bartolozzi, che se n’era uscita in piena campagna elettorale con quella storia della magistratura paragonata a un plotone d’esecuzione, poi il povero Delmastro, che ha commesso la "leggerezza" di mettersi a mezzi con uno che riciclava i soldi della malavita. Ma che ne poteva sapere, poveraccio? Lui in quel posto ci andava solo a magnà, e si mangiava così bene che ci portava pure gli amici del ministero. Ma vabbè.
Poi è arrivato il turno della Pitonessa, Daniela Santanchè, una che a me piace tanto perché è sempre elegante, spigliata e, soprattutto, disprezza quelle zecche di sinistra che la odiano solo perché è ricca e si veste bene. Ma pensa te! Alla fine, si è dovuta dimettere perché i magistrati l’accusano di reati legati ai soldi dell’INPS e dei dipendenti. Lei ha sempre negato e io le credo, ma la nostra Giorgia non poteva fare diversamente: bisognava dare un segnale e ripartire tutti insieme. Dici che la Santanchè ci è rimasta male? E vabbè, le passerà: se t’avveleni fai solo due fatiche e un altro posticino alla fine si troverà.
Magari ci penserà il nostro Presidente del Senato, che è amico suo e che l’altro ieri si è dovuto pure sporcare le mani per commemorare la strage delle Fosse Ardeatine. Che gli tocca fare a quest’uomo! Difendere pure quegli zozzi partigiani, quei criminali che ammazzarono a Via Rasella un manipolo di giovanotti in divisa che venivano da Bolzano e suonavano in un’orchestra! Criminali incalliti, proprio come quelli che sabato scenderanno in piazza un’altra volta contro le guerre. Guarda se non sfasciano altre vetrine... speriamo che i nostri uomini e donne in divisa, quelli che ci difendono rischiando la vita, gli diano una bella dose di manganellate. Perché a noi il manganello ci è sempre piaciuto: fa parte della nostra tradizione, come il panettone a Natale o il cocomero a Ferragosto. E che, ci puoi rinunciare? Mai nella vita!
Ha fatto bene il ministro Piantedosi a preparare per sabato un bel clima di
tensione. E se questi faranno casino, mi raccomando, damoje una bella sveja,
soprattutto a quelli più giovani che hanno votato in massa NO al referendum.
Così imparano. Noi, intanto, aspettiamo la nostra amata Premier che sta in
Algeria a comprare un po’ di gas e poi ripartiamo di slancio, perché tireremo
dritto fino alla fine della legislatura. Poi chi lo può dire? Se penso che
quelli dell’altra parte già stanno a litigare per le primarie, ecco, dico che
può succedere che rivinciamo pure al prossimo giro. E allora saranno cazzi
vostri e dei magistrati: non faremo prigionieri! A noi!

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