L'ELETTORE DI DESTRA parte II

Quindi, in Iran la guerra continua, ma la nostra amata premier ci ha già rassicurato: l’Italia, ha affermato con decisione, non è in guerra e non ha intenzione di entrarci. E ci mancherebbe pure. Va beh che noi di destra abbiamo questo debole per le divise e per le armi e, come dire, quanno ce vò ce vò. Però certi lavori è sempre meglio che li facciano gli altri, perché noi, sai, teniamo famiglia, e poi chi va a riprendere il ragazzino in piscina? Devi vedere che file di macchine ci stanno, tutte in doppia fila, quando questi piccoletti finiscono vasche e allenamenti. Altro che Hormuz. 

Io, questo stretto di Hormuz, non sapevo neanche che esistesse. Però ora ho capito che da lì, da quella striscia di mare, passano quasi tutte le navi che trasportano merci e, in particolare, petrolio. E se gli iraniani decidono di far passare solo chi pare a loro, allora sono guai. Perché, dico, come si fa senza petrolio? E sai i prezzi come aumentano, e chi se li sente poi quelli che criticano sempre il governo? Come se la guerra l’avessimo voluta noi. 

Certo, è vero che Giorgia nostra non ha mai mascherato le proprie simpatie per quel burlone di Trump, ma lo ha fatto perché i rapporti con l’alleato americano sono sacri. Dici che una volta Giorgia e i suoi camerati non la pensavano così? Che, quando c’era il MSI con quella buonanima di Almirante, erano contro l’America che, oltre tutto, deturpava i nostri valori e la nostra tradizione cristiana e occidentale? Ma erano altri tempi. E poi bisogna adeguarsi: un conto è stare all’opposizione, dove puoi dire qualsiasi cosa, un altro è governare, quando hai responsabilità. Ecco. 

Quindi fa bene Giorgia nostra a restare in silenzio, a parlare il meno possibile di questa guerra, a non scoprirsi. Dici che è stata poco coraggiosa? Mah, io penso che dimostri abilità. Dici che a Roma si dice che questa è “paraculaggine”? Boh. Comunque, meglio parlare di altre cose: tipo la famiglia nel bosco, che sembra pure il titolo di un film romantico, o degli antagonisti che sfasciano le vetrine della stazione e prendono a martellate i poliziotti che ci difendono e rischiano la vita tutti i giorni. 

Beh, lo so, non tutti sono uguali, tipo quel Carmelo Cinturrino — o come si chiama — che ha ucciso uno spacciatore. Certo, non era uno stinco di santo, ma resta un morto, e un poliziotto forse ha esagerato. Si sa che ovunque ci sono le mele marce, quelli che non fanno bene il proprio mestiere. I poliziotti, però, nella maggior parte dei casi sono brave persone, e ha ragione la premier quando dice di stare dalla parte di chi ci difende tutti i giorni. 

E allora avanti con lo scudo penale che — se ho capito bene — significa che poliziotti, carabinieri, finanzieri, forestali e altri in divisa non possono essere indagati da nessun magistrato. Meglio, poi, perché tra questi magistrati, dicono, ci sono tanti “comunisti”, le famose toghe rosse. Ma domenica, a questi, daremo una bella lezione. E ci libereremo, finalmente, come ha detto ieri uno dei nostri, da questo “cancro”. I magistrati facessero i magistrati, ecco. Lasciassero in pace le forze dell’ordine e andassero a prendere quelli che occupano i centri sociali, gli extra comunitari, gli zingari e pure i barboni che stanno sui marciapiedi che non è un belvedere. 

Ma per fortuna c’è Giorgia nostra, e ci penserà lei a rimettere in riga questo Paese. 

Alla prossima. Anzi, come direbbe il generale Vannacci che è alleato nostro,  eja eja alalà.

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