SEPARARSI

Separarsi è molto doloroso. Così mi scrive, in poche parole, un amico attraverso il solito programma di messaggeria. Parole scandite, secche, quasi a bruciapelo.

Succede nella vita. Succede di perdere qualcuno, semplicemente. Succede – come accennato – di separarsi. Non solo da compagni e compagne, con il seguito di figli e figlie che si vedranno più raramente, con tutto il carico di sofferenze reciproche. Ci si separa anche da amici, congiunti, parenti, affini e collaterali.

E talvolta capita di tornare col pensiero a periodi specifici della propria vita. Ti ricordi quel tizio? Uscivamo sempre insieme, sembravamo inseparabili. E invece no. Ci siamo perduti, smarriti. E mi viene in mente quel grande poeta che è Ivano Fossati, con la sua splendida e struggente C’è tempo: smarrire un anello in un prato, e con esso tutto un programma futuro che non abbiamo mai avverato.

Così accade, più o meno frequentemente, nella vita.

Separarsi, appunto. Non soltanto da persone amate, stimate, compagne di viaggio lungo percorsi più o meno lunghi. Ci si separa anche da abitudini che ci accompagnano da chissà quanto tempo.

Ecco: questa forma di separazione, diversamente da quella precedente, può rivelarsi preziosa. Quando si riesce a immaginare una vita diversa e si abbandonano attività svolte solo per abitudine, o per paura di lasciarle andare. Le trattiamo come corpi da abbracciare o mani da stringere, quando invece sono spesso camicie di forza in cui imprigioniamo le nostre vite. Continuiamo a indossarle solo per timore del cambiamento. E, perché no, per paura di affrontare l’inevitabile fardello della separazione.

Alla prossima.

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