LIBERO ARBITRIO


Torno sul concetto di libero arbitrio. Un aggettivo e un sostantivo che, accostati, hanno appassionato filosofi di ogni epoca e orientamento sociale e politico. Pensatori con visioni del mondo anche radicalmente diverse, eppure tutti attratti da questa coppia di parole.

Mi diverte prenderle “sciolte”, senza legarle. Libero: l’aggettivo che dovrebbe esprimere al massimo grado la possibilità di decidere senza condizionamenti esterni. Libero come il cane dell’Amico fragile di Fabrizio De André; libero come un termine che, purtroppo, viene spesso usato a sproposito. Basti pensare a uno dei peggiori quotidiani in circolazione, un fogliaccio reazionario che non sarebbe neppure buono per incartare le uova (come si faceva un tempo) e che porta in testata proprio quell’aggettivo: Libero.

Vorrei essere libero come “un bambino nudo appena nato che, davanti a sé, ha soltanto la natura”, splendide parole di un’altra canzone, stavolta di Gaber.

Arbitrio, invece, indica la facoltà di giudicare, di valutare.

Riflettendo sul libero arbitrio, mi convinco che difficilmente, nelle nostre vite, possa esprimersi compiutamente. Le nostre azioni, troppo spesso, sono il risultato di un concatenarsi di cause ed eventi che accadono nostro malgrado. Penso, per esempio, all’attuale situazione politica e sociale. Mi chiedo cosa abbia fatto di male per ritrovarmi in un Paese con un governo come quello che abbiamo, o in un mondo dove il presidente di un Paese ricco può fare il bello e il cattivo tempo solo perché ricco e potente.

Voglio dire che, quando si parla di questioni complesse e generali, come individui siamo quasi condannati a subire le conseguenze di certi eventi. Possiamo però decidere sul nostro quotidiano, sulla base dei nostri principi, della nostra morale, delle nostre conoscenze. Migliorare questi aspetti — più precisamente, migliorarci — può aiutarci a orientare meglio le nostre scelte e a limitare i condizionamenti esterni.

Intanto, oggi, all’edicola, ho visto un tizio comprare il quotidiano Libero. Tutt’altro che libero. Stava esercitando il suo libero arbitrio? Boh.

Alla prossima.

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