DUE CUORI E DUE CAPANNE di Massimiliano Bruno
Alessandra e Valerio si incontrano su un autobus. Una
di quelle situazioni apparentemente banali che, però, finiscono per cambiare la
vita dei protagonisti. Un urto involontario, due parole scambiate quasi per
caso, e subito emergono le loro enormi differenze.
Lei è una donna aperta, progressista, orgogliosamente
single e impegnata nei movimenti sociali e politici, soprattutto femministi.
Lui è un conservatore al limite del bigotto, il classico maschio che aspira
all’Alpha: Champions del mercoledì, maglietta dell’Atletico Madrid per andare a
correre e un certo compiacimento nel suo ruolo.
Nonostante tutto, tra i due scatta la famosa “chimica
sessuale”. Cominciano così a frequentarsi esclusivamente per fare sesso, finché
due eventi non cambiano radicalmente la direzione della storia. Prima di tutto,
Alessandra — insegnante di italiano — viene assegnata proprio alla scuola in
cui Valerio è preside. E poi, soprattutto, lei rimane incinta.
Senza entrare nei dettagli della trama, vale la pena
citare le scene con gli studenti e con i genitori di lui, tratteggiati come
reazionari fino alla caricatura. Mi limito però a una rapida valutazione
complessiva del film diretto da Massimiliano Bruno.
Personalmente l’ho trovato piuttosto deludente. I temi
sono interessanti e di evidente attualità, ma vengono sviluppati all’interno di
una commediola infarcita di stereotipi e luoghi comuni che, a lungo andare,
risultano irritanti. I personaggi sono delineati in modo troppo netto,
incasellati senza esitazioni tra “buoni” e “cattivi”, e le gag davvero riuscite
si contano sulle dita di una mano.
Alcune tematiche, anche in una commedia leggera,
meriterebbero un trattamento più sfumato e meno schematico. Dopo quest’ennesimo
film, confermo l’impressione che già avevo: Massimiliano Bruno è un po’ il
Carlo Vanzina di sinistra e, così come non apprezzo il secondo, non riesco ad
apprezzare neppure il primo.
Si salvano le interpretazioni di Claudia Pandolfi e di
Edoardo Leo, anche se quest’ultimo non ha esattamente la physique du rôle
per incarnare il maschione Alpha.
Un film da vedere, al massimo, su un network
televisivo e rigorosamente gratis. Alla prossima sala.

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