COLTELLI

Il coltello è uno strumento da taglio che può essere un semplice utensile o un’arma capace di offendere, anche gravemente. Ne abbiamo tutti in casa, soprattutto in cucina: ci servono per preparare il pranzo e la cena, e per mangiare meglio. Del resto, come mangeresti una bistecca senza coltello? Io, comunque, le bistecche non le amo; al massimo mangio una fettina impanata, la cotoletta alla milanese in una versione un po’ più raffinata.

Quando ero molto piccolo, alle scuole medie, mi capitavano avventure piuttosto singolari. Ad esempio, quando un insegnante era assente e non c’era un supplente disponibile, ci dividevano in piccoli gruppi e ci spedivano in altre classi. A me, non so se per sfortuna o per destino, toccava spesso la stessa classe: rumorosa, caotica, quasi un piccolo mondo a parte. Ci sedevamo dove capitava, fingevamo di seguire la lezione e intanto osservavamo l’ambiente.

Ricordo bene che, in quelle situazioni, c’era quasi sempre un ragazzino dal viso sveglio che tirava fuori un coltello e ce lo mostrava come fosse una sfida o un’intimidazione. Non aveva intenzioni reali di usarlo, e noi lo capivamo: era solo una dimostrazione di forza, un modo per dire “qui comando io”. Non mi risulta che, almeno dentro la scuola, quel ragazzo abbia mai usato davvero il coltello che portava con sé, e nessuno sembrava farci troppo caso. Neppure gli insegnanti.

Ai miei tempi — qualche decennio fa — la società era piuttosto violenta. Forse più di oggi. Le scazzottate erano frequenti e per strada si sparava ancora per politica o per ideali vari. E allo stadio, chi tirava fuori un coltello veniva considerato un infame: non tanto per moralismo, quanto perché usare un’arma significava prendersi un vantaggio sleale, senza mettere alla prova le proprie capacità fisiche o atletiche.

Ieri, a La Spezia, un ragazzo di diciotto anni è morto, colpito da una coltellata di un coetaneo. Dentro una scuola. I soliti sciacalli hanno subito invocato nuove strette repressive, sostenendo che “ai loro tempi” certe cose non succedevano. Ma quali erano, esattamente, questi tempi tanto belli? Boh.

Alla prossima.

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