LA VOCE DI HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania
Questo film racconta una delle innumerevoli e drammatiche vicende accadute
a Gaza negli ultimi anni e non solo. Storie di massacri perpetrati dal
criminale esercito israeliano giusto per definire e delimitare il campo
d’osservazione.
Hind Rajab era una bambina di sei anni. uccisa insieme ad alcuni suoi
familiari mentre era in macchina in attesa di soccorsi, crivellata dal fuoco
delle armi dei soldati con la stella di
David.
Una storia che aveva già avuto ampia eco sui notiziari e nei social e che
era stata puntualmente narrata in un capitolo dell’ottimo lavoro di Francesca
Albanese, ‘Mentre il mondo dorme’.
In questo film che sarebbe meglio definire un docufilm, sentiamo proprio la
voce originale della bambina mentre contatta i volontari della Mezzaluna Rossa,
organizzazione umanitaria incaricata, appunto, d’intervenire per salvare
persone.
Ciò che mi ha colpito oltre, evidentemente, la drammaticità di tutta
quest’atroce storia, è la tensione emotiva all’interno della sala dove si
organizzano i soccorsi. Lo scontro dialettico è, talvolta, anche fisico tra chi
vuole attenersi scrupolosamente a disposizioni burocratiche che prevedono la
necessità di ottenere permessi per percorrere corridoi umanitari e mettere
qualcuno in salvo e chi, invece, vorrebbe agire senza remore e assumendosi
qualsiasi rischio.
Film presentato alla Mostra Internazionale di Venezia, premiato con il Leone d’Argento; regista è il tunisino Kaouther Ben Hania già autore del premiato ‘Quattro foglie’,
tra i produttori esecutivi troviamo personaggi celebri come Brad Pitt e Alfonso
Cuaron.
Film girato quasi
interamente all’interno di un edificio, quello della Mezzaluna Rossa, e che
rappresenta un’ulteriore tragica testimonianza di quel che sta avvenendo in
Palestina e che, senza mezzi termini, si può e si deve definire per quel che è;
un genocidio perpetrato anche nei confronti di bambine come la povera Hind
Rajab. Da guardare con un groppo in gola ma senza incertezze. Al prossimo film.

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