SEPTEMBER MORN

Settembre è il mese dei buoni propositi, dei programmi e dei progetti più o meno ambiziosi. C’è chi dichiara di voler cambiar vita magari fuggendo in qualche posto sperduto per il pianeta Terra e chi, più modestamente, desidera perdere qualche chilo. E, allora, s’iscrive in palestra, dove pagherà, magari, un abbonamento annuale perché c’è lo sconto e la convenienza economica, salvo, poi, abbandonare manubri e tapirulan dopo un mese o poco più.

Programmi e progetti di ogni tipo, dipende dai gusti, dai sogni e, anche, dall’età.

Perché, evidentemente, a vent’anni si possono fare progetti più impegnativi e a lunga scadenza; poi, man mano che il tempo scorre, implacabile, ci si accontenta di piccole modifiche su una routine ormai consolidata negli anni e che, in fondo, risulta anche tranquillizzante.

Così, qualcuno programma un viaggio in luoghi dove ha sempre sognato di mettere piede, altri di ritrovare vecchi amici perduti. Oppure, di riprendere a dipingere, a scrivere, a dedicarsi alle passioni di un tempo.

E’ capitato anche a me di aspettare settembre con un bel cassetto pieno di programmi e progetti destinati, generalmente, ad essere abbandonati dopo qualche mese se non dopo poche settimane.

E, così, da qualche anno ho smesso anche di pensare che settembre possa essere un mese per iniziare qualcosa di nuovo. E, del resto, anche dal punto di vista climatico settembre sembra, più che altro, la prosecuzione di luglio o agosto, col caldo appiccicoso e l’estate che sembra non finire mai.

Però, e in qualsiasi tempo ed età., è possibile liberarsi da ossessioni passatiste, vivere i propri giorni senza il metro della vita che resta. Insomma vivere pensando a giorni futuri più o meno lunghi e numerosi e senza il fardello dei ricordi del passato. Che tanto non torna più, compresi quei giorni nei quali si aspettava settembre immaginando di cambiare completamente vita. Alla prossima.

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