VITTIME

E così questo Charlie Kirk, ammazzato qualche giorno fa, pare, da un nerd sensibile ai richiami dell’antifascismo e ai diritti delle comunità transgender, ma pare, tutto pare, sarebbe diventato una specie di martire, un paladino delle libertà conculcate da tanti brutti cattivoni che si agitano nella sinistra politica.

Questo dice anche la camerata Giorgia Meloni e lo ha ribadito anche ieri durante il suo intervento in occasione di un congresso del partito spagnolo ‘Vox’ che si richiama ad azioni ed ideologie di Francisco Franco non certo noto nella storia per le sue aperture democratiche (…,).

Ora, basterebbe andare a leggere ciò che questo tizio diceva rispetto a immigrati, lesbiche, femminismo e quant’altro per comprendere di che razza di personaggio parliamo.

La strumentalizzazione di quest’omicidio che viene fatta dalle nostre parti ha un richiamo antico, quello degli anni settanta.

Mi ha colpito, in particolare, un passaggio del citato intervento della camerata della Camilluccia nell’intervento di ieri; quando dice di sapere da che parte vengono provocazioni e  violenze perché, a suo dire e pensare, la storia lo spiegherebbe, appunto senza dubbi o imprecisioni.

E la solita retorica truffaldina e vittimista dei fascisti. Leggevo, ancora qualche giorno fa, un’intervista dell’altra camerata di famiglia, Arianna, pubblicata sulle colonne sempre molto accoglienti di questi tempi del ‘Corriere della Sera’. La camerata più grande in famiglia ha tenuto a far sapere di aver cominciato a interessarsi alla politica quando, da giovanotta aitante, vide un manipolo del Fronte della Gioventù aggredito su un autobus, guarda un po’, da un altro gruppo, questo dei centri sociali.

E, allora, in quel momento la nostra Arianna avrà sentito una forte indignazione, un senso d’ingiustizia che l’ha portata a scegliere, a modo suo, la parte giusta. Quella dei fascisti. Ora, questa storiella qui, in realtà, l’avevo già sentita raccontare, per esempio, da uno dei fratelli Fioravanti che, paro paro all’Arianna, raccontò di aver iniziato a far politica, a modo suo, dopo aver assistito a qualche pestaggio di compagni nei confronti di camerati.

Insomma, i fascisti raccontano la loro storia sempre in questo modo. Atteggiandosi a vittime quando la storia sa bene chi fossero e cosa facessero, per esempio, durante gli anni settanta. Che andrebbero, forse, raccontati bene e meglio per evitare, se non altro, a questi brutti ceffi e brutte ceffe di narrare un’altra storia.. Manipolatoria e truffaldina per non dire altro. Alla prossima.  

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