REAGAN UN PRESIDENTE SOTTO I RIFLETTORI di Sean MacNamare
Un film questo ‘Reagan – Un presidente sotto i riflettori’ di Sean
MacNamara, uscito lo scorso anno in qualche sala cinematografica e trasmesso,
durante quest’estate, sui canali on demand di SKY.
Si tratta di un biopic che nella narrazione sfiora quasi l’agiografia di
uno dei personaggi più influenti della seconda meta del secolo scorso.
Si parla, evidentemente, di Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti
d’America nel corso degli anni ottanta. Colui che, per tacer d’altro, insieme
alla sua collega britannica Margareth Thatcher diede avvio alle politiche
economiche ultra liberiste in occidente con le conseguenze negli anni degli
anni che tutti conosciamo.
Il film ci racconta del piccolo Ronald con padre mezzo ubriacone e madre
assai religiosa, quindi del personaggio che diventa attore a Hollywood e,
dunque, imboccato l’inevitabile viale del tramonto si trasforma in politico di
successo; dapprima come governatore della California, quindi come presidente
degli USA. Con un percorso che lo porta a cambiare casacca, prima democratico,
quindi repubblicano ma sempre con la ferrea volontà di sconfiggere, in piena
guerra fredda, quello che definisce (non solo lui) l’impero del male, ovvero
l’Unione Sovietica.
Così, nel film, la storia del vecchio Ronald viene raccontata anche
attraverso le parole di un ex agente del KGB che, conversando con un suo
interlocutore, cerca di spiegare la regioni del successo degli USA e, quindi,
di Reagan e della sconfitta sovietica.
Scrivevo, appunto, di un film che sfiora l’agiografia. In effetti, Reagan
viene quasi santificato durante tutto il corso della narrazione mediante una
ricostruzione storica assai netta nel separare i buoni occidentali e americani
dai cattivi sovietici e comunisti rappresentati, questi ultimi, in toni e forme
esasperatamente parodistici.
Insomma un film assolutamente di parte che, se non altro, ha il merito di
ricordarci un pezzo di storia nel corso di anni assai importanti con
l’affermarsi delle politiche liberiste, la firma degli accordi sul nucleare tra
Reagan e Gorbaciov e la caduta della stessa Unione Sovietica con l’intero blocco
socialista dell’est europeo che aprirà una nuova fase a partire dagli anni
novanta.
Film che si può vedere con le dovute cautele come una specie di medicinale.
Al prossimo film.

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