PULP FICTION di Quentin Tarantino
‘Pulp fiction’ è il secondo grande film di Quentin Tarantino, uscito nelle
sale cinematografiche nel 1994 e premiato a Cannes con la ‘Palma d’Oro’ nel
corso della 47sima edizione della rassegna tenutasi nel 1995.
Volendo sinteticamente esporre il filo narrativo di questa celebratissima
opera cinematografica, appaiono due killer professionisti incaricati di
recuperare una valigetta, che lavorano per un boss afro americano e s’imbattono
in altri personaggi assai singolari tra i quali un pugile decisamente suonato.
Il film, assai geniale e innovativo, presenta alcune caratteristiche
originali. Si scompone in cinque episodi in una frammentazione spazio –
temporale che impegna lo spettatore nel mantenere un certo filo narrativo. Ma,
come in tutti i lavori di Tarantino, la storia non annoia mai lasciando in un
continuo e costante pathos anche durante lunghi dialoghi, spesso e
apparentemente oziosi se non surreali, che anticipano il botto di sequenze da
road movie o da film western.
In questo, come in altri film del vecchio Quentin, c’è una particolare
rappresentazione della violenza, spesso efferata, descritta, tuttavia, in
termini quasi caricaturali e grotteschi.
Troviamo la descrizione di un’umanità singolare, quella di piccoli e grandi balordi venuti dal sottosuolo della società, eppure e talvolta, capaci di esprimere un’insospettata moralità. Con interessanti e inevitabili, considerando tutta l’opera di Tarantino, richiami cinematografici con precise e interessanti citazioni.
Un film che, come giù accennato, fu giustamente premiato con il
riconoscimento cinematografico più ambito, quello di Cannes, e la cui visione,
mi ripeto, non può mancare per qualunque appassionato della settima arte, Al
prossimo film.

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