KILL BILL 1 di Quentin Tarantino

Confesso, non che ho vissuto come il titolo di un bel libro del poeta Pablo Neruda (poi ci dovrei pensare a questa cosa), ma che non avevo mai visto per intero questo famosissimo film dell’altrettanto celebre regista Quentin Tarantino. Parlo di ‘Kill Bill 1’ uscito nelle sale cinematografiche addirittura nel 2003, quasi all’inizio del nuovo millennio e più di vent’anni fa e come passa il tempo signora mia!.

La trama si può sintetizzare con una frase di poche parole; la protagonista è una giovane donna che ammazza quasi per mestiere, si potrebbe definire un’assassina se non ripugnassi l’attribuzione di certe etichette nelle mie ossessioni da sociologo spicciolo; comunque la tizia si risveglia dopo ben quattro anni da un coma e, subito e senza indugio, va alla ricerca del suo (ex ) capo, responsabile di averla ridotta in quello stato. 

Il film, quindi, è una successione di scene assai violente e per nulla consigliabili a coloro che non sopportano. appunto,  la violenza o la vista del sangue.

Con il  rilevante aspetto di un’ambientazione in larga parte nell’est del mondo, nel Giappone e, quindi, con quelle sequenze di scontri con spade e katana che rimandano a film su arti marziali e chi non ha visto, almeno nel corso della sua adolescenza, almeno una volta una pellicola sul mitico Bruce Lee?

Alla fine se qualcuno mi chiedesse se il film mi è realmente piaciuto non saprei cosa rispondere.  Pur non essendo un cinefilo ma considerandomi un semplice appassionato di cinema che guarda i film per trovare momenti di piacere e non chissà quale significato nelle storie prodotte con le tecniche della settima arte, non saprei davvero cosa rispondere. Ho apprezzato, sicuramente, meglio ho colto ancora una volta il genio di Quentin Tarantino che deve essere come si dice dalle mie parti un bel ‘fulminato’. Uno, insomma, capace di star fuori con la testa senza neanche il bisogno di qualche additivo. Poi, chiaramente, il genere, il contenuto della storia non rientra tra le mie massime preferenze cinematografiche. Ma questo film , come il sequel che probabilmente e presto vedrò, meritano davvero. E non solo per darsi un tono da cinefili. Al prossimo film. 

 

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