HO VISTO UN RE di Giorgia Farina
Il titolo di questo film farebbe pensare a quello di una celebre, spassosa
e ironica canzone di quel genio di Enzo Jannacci; ‘Ho visto un re’ ah beh, si beh, a ricordarla vien quasi voglia di
cantarla.
E, invece, la regista di quest’opera cinematografica, Giorgia Farina, si è
ispirata a una storia realmente accaduta nell’ormai remoto anno 1936.
Siamo in pieno ventennio fascista e l’Italia vestita di nero tenta di
realizzare la sua esperienza coloniale in Etiopia. In questo drammatico
scenario un principe, appunto etiope a capo di una ‘fazione di ribelli’, viene
arrestato e condotto in una piccola provincia italiana dove viene recluso,
niente di meno, che dentro a una voliera per piccioni collocata nel giardino
del Podestà.
Il nostro personaggio fa quindi conoscenza e anche amicizia con i posti e i personaggi del luogo. Non solo col Podestà e col Federale venuto da Roma, ma anche con Adele, moglie del Podestà con aspirazioni (tradite) di artista, con Lavinia che ha perso il suo amato proprio nella guerra di Abissinia, con Michele, ricco fratello del podestà, omosessuale e comunista. E, soprattutto, col piccolo Emilio vero mattatore di questo film, un ragazzino dolce che non vuole diventare balilla e che, invece, sogna di conoscere Sandokan e i pirati di Mompracen. E finisce, quindi, per scambiare questo coraggioso ras etiope per lo stesso Sandokan.
Una commedia assai leggera che qualcuno ha definito ‘monicelliana’, dove si
confondono realtà e fantasy, risate e dramma. Tutto ambientato in una piccola
provincia durante il fascismo che viene raccontato con toni grotteschi,
ironici, giustamente aspri ma, talvolta, con eccessiva superficialità. Tutto eccessivamente
caricaturale, forse, ma, evidentemente, non siamo di fronte a un film o un
documentario di storia ma a una commedia comunque spassosa, gradevole; magari
da guardare in TV in uno dei prossimi, inevitabili e scontati passaggi
televisivi risparmiando i soldi del biglietto del cinema. Da sottolineare la
bravura del piccolo che interpreta Emilio, il ragazzino Marco Fiore. Davvero
dolce, tenero e piuttosto bravo. Al prossimo film.

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