SE NE FA UN ALTRO....
E così dopo pochi giorni hanno fatto il papa nuovo. Come nelle previsioni
il Conclave è durato poco, appena un paio di giorni, il tempo di qualche fumata
nera buona, magari, per sturare il comignolo e, poi, sul far della sera,
intorno alle sei che a maggio è ancora giorno, oplà. è spuntata la bianca
fumata. E, allora, tutti a parlare di questa roba qui, a interrogarsi su chi
sarebbe spuntato, da lì a pochi minuti, dal balcone di San Pietro. Un’interruzione
quasi generale di trasmissioni e discorsi e chi, magari, stava a parlare della
prossima giornata di campionato si è scoperto incallito e impavido vaticanista.
Certo che l’elezione del papa è un grande evento in fondo simile ma non
uguale a quello delle elezioni politiche in alcuni e importanti paesi. Solo che
avviene tutto nel chiuso di segrete stanze, senza nemmeno la possibilità di
avere qualche exit poll da commentare e, quindi, da smentire.
In questi giorni abbiamo letto previsioni accompagnate dai profili dei
cosiddetti ‘papabili’. A un certo punto pare che se la giocassero un italiano e
un francese con la possibilità che al soglio pontificio salisse un filippino.
Sullo sfondo c’era anche un papa africano, il cosiddetto papa nero che ci
ricordava una canzone dei Pittura Fresca, gruppo veneziano che, qualche anno
fa, riscuoteva un discreto successo.
E’ spuntato, invece, uno statunitense che ha detto di volersi chiamare
Leone. Non come il Sergio d’immortali film soprattutto western, né come quel
vecchio presidente della repubblica napoletano, scaramantico è un po’
intrallazzino tanto che dovette dimettersi per il coinvolgimento in una storia
di tangenti. Eravamo nel pieno degli anni 70.
Ora questo Leone XIV, intanto, è statunitense e non americano e continuo a
non sopportare questo linguaggio coloniale e colonialista che accompagna anche
autorevoli firme del giornalismo nostrano. E’ vero che chi nasce negli Stati
Uniti è anche americano, ma l’America non finisce, appunto, con gli stessi Stati
Uniti. E, comunque, questo papa ha anche origini peruviane; dopo la sua
elezione tutti a riflettere sul suo orientamento, progressista o conservatore,
a scuriosare sul suo passato, pare che abbia coperto un paio di casi di
pedofilia, eccetera eccetera.
Leone come il tredicesimo che governò la Chiesa sul finire dell’ottocento e
che scrisse la celebre ‘Rerum Novarum’ che, attenzione, contiene anche una
critica al capitalismo più rampante, quello che, oggi, chiameremmo liberismo,
ma condanna ferocemente il socialismo. Certo nella Rerum si dice che i
lavoratori possono associarsi in organizzazioni sindacali e che lo Stato deve
riconoscergli questo diritto, cosa non da poco se la riportiamo alla fine
dell’ottocento; ma sempre dentro uno spirito di collaborazione tra classi,
quasi una sorta di corporativismo ante litteram. Quindi piano con le
celebrazioni. E, ancora, questo papa è agostiniano e, per quanto riguarda
alcuni aspetti, assai conservatore. Senza dimenticare che il suo predecessore
Leone XIII non si faceva andare giù la statua di Giordano Bruno.
Ultima considerazione in merito all’elezione del pontefice la riservo a
tutti coloro che, soprattutto con vignette e meme pubblicate su social o chat
di messaggeria gratuita, vogliono dimostrare di essere più atei di qualunque
altro, assumendo un atteggiamento esasperatamente dissacrante. Tifosi di idee e
orientamenti che, invece, dovrebbero essere conseguenza di elaborate analisi e raffinati
percorsi di pensiero. Alla prossima.

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