PREGIUDIZI

E’ più difficile spezzare un pregiudizio che un atomo. Lo diceva un certo Albert Einstein, quindi, non proprio l’ultimo scemo passato per questa terra. Pensando ai pregiudizi ci si riferisce, abitualmente, a quelli negativi; tipo quelli nei confronti dei neri, degli omosessuali, delle lesbiche e, anche, delle donne. Robacce dialettiche e di pensiero che alimentano fenomeni tossici come razzismo, sessismo o omofobia.

Ma ci sono anche i pregiudizi positivi che, comunque, non sono da sottovalutare. Ad esempio, c’è una tendenza fortemente inserita nel dibattito mainstream nel considerare alcuni personaggi come esempi nella loro professione, nel pensiero o, addirittura e in generale, per l’umanità intera.

Questa mattina mentre ero in macchina e ascoltavo distrattamente una trasmissione sportiva, un bravo (…) conduttore prendeva come esempio di giornalismo quel pezzo d’uomo che fu Indro Montanelli. E non è la prima volta che sento una cosa simile. Ora a me il povero Indro non piaceva affatto. Ricordo le sue testimonianze sui gas usati in Abissinia dai militari italiani negli anni trenta, una criminale esperienza alla quale il nostro prese anche parte. Senza marcarne, mai, le distanze né sentire il dovere di chiedere scusa. E ricordo qualche suo articolo e, devo dire con la giusta umiltà ma, anche, con fiera determinazione, di non esserne mai colpito. Quel che ricordo di Montanelli è la sua celebre frase sulla necessità di turarsi il naso e votare per la Democrazia Cristiana per impedire l’inarrestabile avanzata dei feroci comunisti italiani. Tutto qui. Poi, Indrò litigo pure con Silvione, si mise a capo di una redazione giornalistica tutta sua e ciò bastò a qualche dissennato di casa nostra per considerarlo un intellettuale libero, illuminato e pure un po’ di sinistra. Poveri noi,

Restando sempre nel campo giornalistico, un altro personaggio al quale ci si riferisce spesso per raffigurare un esemplare modello in questa professione, è Gianni Brera. Che, francamente, a me sembrava una specie di leghista ante litteram che non concepiva alcuna forma di civiltà, nello sport e non solo, al di sotto della ‘sacra’ linea del Po’

Di pregiudizi positivi ne possiamo essere destinatari noi stessi. A me capitava a scuola con l’insegnante di storia e italiano alla quale, a un certo punto, potevo raccontare qualsiasi cosa. E fare bella figura anche, quando e magari, non avevo aperto libro per qualche giorno. Oppure, quando vieni considerato una persona ‘colta’ solo perché hai la passione per i libri, il cinema o l’arte. Dimenticando che lo scibile umano è così vasto da impedire a qualsiasi essere vivente di padroneggiarlo con sufficiente ampiezza. E, poi, più il livello culturale in un determinato contesto è basso, maggiore è la possibilità di fare una bella impressione. Come dire, citando una celebre citazione pubblicitaria, ti piace vincere facile! Tentazione alla quale occorre sempre fuggire. Così, come, dai pregiudizi, negativi o positivi che siano. Alla prossima.  

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