FUFFA E GUERRE
Leggo notizie dal fronte di guerra in Ucraina e resto un po’ colpito dall’iper attivismo dei governanti italiani, in primis della premier, la camerata Giorgia Meloni. Esclusa recentemente da qualche impegnativo vertice di ‘volenterosi europei’ e da qualche foto che, nel tempo dell’immagine, sufficiente a descrivere qualsiasi accadimento senza neanche il bisogno di didascalie, avrebbe chiamato di persona e nel cuore della notte italiana (che negli USA è di giorno) niente di meno che il vecchio Donald Trump. Che avrebbe rassicurato l’italica camerata; se ci sarà un incontro tra le parti interessate anche lei sarà coinvolta. Magari in Vaticano che sta pur sempre dentro Roma; e, in tal caso, la camerata Meloni potrà, almeno, rivendicare di aver curato al meglio la logistica.
Ora, devo dire che, appunto, tutto quest’attivismo mi odora (o mi puzza) un po’ di fuffa. Nel senso che mi sembra che i nostri governanti vogliano parlare di quello che succede in alcuni teatri di guerra per spostare il dibattito dalle questioni puramente locali. Tipo, che ne so, quanto costa la benzina o ce la facciamo ad arrivare alla fine del mese o, perlomeno, alla terza settimana. Lo so che sembra un discorso un po’ provinciale e anche ‘poraccista’ ma, appunto, al poraccismo dei governanti non si può che rispondere con la stessa moneta.
Che, poi, parlando chiaro russi e ucraini non faranno certo la pace perché si muove energicamente l’italica camerata Meloni a capo del governo di un paese che non conta molto sul cosiddetto scacchiere mondiale.
Però la fuffa serve per strappare qualche titolo dalle colonne dei giornali
amici e non deprimere troppo la truppa di aficionados che seguitano a garantire
consenso a questi mostriciattoli al governo. E che, magari, pur dovendo
aspettare sei mesi per una qualsiasi visita al servizio sanitario nazionale si
consoleranno apprendendo che la loro amata premier ha partecipato a qualche
impegnativo summit dei capi di stato di tutto il mondo. Magari in Vaticano e
alla presenza del nuovo papa, Leone XIV, che fa sempre un po’ di scena. Alla
prossima.

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