CAMPIONI D'ITALIA

La (stupefacente) notizia non sta tanto nel fatto che il Napoli ha vinto lo scudetto, il quarto della sua storia, ma che ha conseguito tale e strepitoso successo per la seconda volta negli ultimi tre anni.

E la news, come accennavo sopra, è stupefacente se si butta un occhio all’albo d’oro del campionato di calcio di serie A; ora, a partire dalla stagione 1991 92, il tricolore è finito quasi sempre sulle magliette a righe verticali di tre gloriosi club del nord, Inter, Juventus e Milan, scritti così nel rispetto dell’ordine all’alfabetico.

E’ un dato assolutamente oggettivo e non contestabile e che genera una prima considerazione; in Italia e nel pallone vincono quasi sempre le stesse squadre e per le altre non restano che le briciole, le mollichelle di pane avrebbe sussurrato povera nonna. E, quindi, quando questi grandi club del nord si prendono una pausa occorrerebbe approfittarne. Come quando c’era la ricreazione a scuola o, meglio, quando il prof o la prof di turno si assentava e c’era l’ora di buco, irripetibile occasione per fare un po’ di casino e tirar fuori tutti gli istinti bestiali e belluini.

E il Napoli, ecco, ne ha approfittato per due volte nel giro degli ultimi tre anni. Sfruttando l’assenza di Juventus e Milan e le distrazioni dell’Inter che, quest’anno come due anni fa, risultava con pochi dubbi la squadra più forte iscritta al torneo per qualità e quantità di giocatori in rosa. Ma durante questa stagione, come e appunto due anni fa, la Beneamata è arrivata al prestigioso traguardo di una finale di Champions League che capita poche volte nella vita; sia per i calciatori che per dirigenti e tifosi, or dunque, qualche licenza è permessa e giustificata.

A questo punto, considerata la mia incrollabile fede calcistica, la domanda come direbbe il vecchio Marzullo, sorge spontanea. E la Roma? Meglio, la Roma dove sta? E confesso che guardando le scene di giubilo dei napoletani nei loro deliziosi quartieri popolari, ho provato una punta d’inevitabile invidia. Perché a loro è successo e a noi no? Perché questi si sono fatti trovare al posto giusto nel momento giusto e, invece, noi dove stavamo, persi nelle stramberie di una società gestita da americani, muti, assenti e incapaci?

E’ vero pure che dando sfoggio a un’inevitabile botta di vittimismo che non può mancare nel repertorio di qualsiasi tifoso che si rispetti, rifletto che quando la Roma, anche in un recente passato, ha avuto una squadra forte e competitiva ha trovato avversari ancor più bravi e assolutamente concentrati su qualsiasi obiettivo. Ripenso alla fantastica Juventus che vinse nove scudetti di fila e che, in una stagione collezionò, addirittura, centouno punti. Altro che l’Inter di quest’anno spesso con la testa tra le nuvole.

E, comunque, il Napoli ha vinto il suo quarto scudetto, dunque ci ha pure superato e dalle nostre parti, invece, non si vede luce. Siamo fermi allo scudetto del 2001, quasi un quarto di secolo fa e il tempo comunque scorre. Insomma ci facciamo vecchi o quasi col rammarico di non aver sfruttato la ricreazione concessa dai tre club abituati a vincere lo scudetto. Che se, almeno uno di questi, dovesse riprendere a fare le cose per bene, come si dice dalle nostre parti ‘bonanotte ai sonatori’; e, magari, per rimettere una pezza tricolore sulla maglietta bisognerà aspettare un’altra vita. Che amarezza1 E, comunque, sempre alla prossima.

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