L'ABBAGLIO di Roberto Andò
Con gli stessi protagonisti, Toni Servillo e i due (soprattutto) comici Ficarra e Picone, del precedente e riuscito ‘La stranezza’. Il regista Roberto Andò ha costruito quest’altro film, ‘L’abbaglio’, trasmesso su Netflix e ispirato da un racconto del periodo del Risorgimento narrato da Leonardo Sciascia in un suo libro intitolato ‘Il silenzio’.
L’episodio riguarda il celeberrimo sbarco dei mille in Sicilia e un episodio nel quale la singolare truppa guidata, in ultimo, da Giuseppe Garibaldi riesce a prevalere sul più consistente esercito borbonico non tanto con la forza militare ma con l’astuzia. E ciò, nel film, grazie alla capacità del colonnello Orsini interpretato, giustappunto, dal solito e bravo Servillo e da due disperati che s’imbucano nella spedizione per raggiungere la Sicilia a gratis per poi fuggire e disertare alla prima occasione possibile. Salvo, dopo, essere ripresi, risparmiati dalla giustizia dei militari e coinvolti in un’impresa che gli varrà targhe e riconoscimenti. È evidente come il nostro regista abbia adattato cinematograficamente un episodio risorgimentale assolutamente accaduto volendo mischiare racconto storico a leggerezza e comicità. Con qualche stereotipo di troppo che finisce sempre con gli ideali traditi nel Risorgimento così come sarà, poi, per la Resistenza.
È un film senza grandi pretese, e poche aspettative, in fondo, deve avere
lo spettatore che si mette comodo sul divano a guardarlo. Se non quello, talvolta,
di sorridere un po’, di apprezzare, in fondo, la capacità artistica degli
attori protagonisti e di tornare con la mente a quel periodo controverso e
decisivo per la storia d’Italia che fu il Risorgimento. Da guardare senza
impegno, tenuto conto che ‘La stranezza’ era sicuramente meglio. Al prossimo
film.

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