VERMIGLIO di Maura Delpero

Secondo film della regista Maura Delpero, vincitore, addirittura, di ben sette premi al David di Donatello, maggio 2025.

Alcuni passaggi di questo film mi hanno particolarmente colpito e aiutato, meglio, a comprendere il messaggio che l’ottima regista ha inteso, appunto, proiettare con questo suo straordinario lavoro cinematografico.

All’inizio del film, siamo in un paese di montagna al confine con l’Austria, una donna munge una vacca, estrae il latte che, poi, viene servito per la colazione di una famiglia assai numerosa. L’immagine di quest’animale che indica una vita fatta di ruoli ben stabiliti, di sofferenza e di sacrifici. La vita dei personaggi di questo film, in buona parte al femminile che si vedono assegnati compiti ben precisi e anche destini.

Ed ecco, infatti, la seconda scena del film particolarmente indicativa e coinvolgente. Il maestro del villaggio, il vero dominus e patriarca dell'intera comunità, che distribuisce le pagelle ai suoi giovani allievi, dispensando voti e giudizi e con gli stessi assegnando a ciascuno dei suoi studenti un preciso futuro, un destino senza scampo.

La piccola, migliore della classe, che frequenterà un collegio a Trento e l’altra che, invece, si è sforzata al massimo ma è priva del necessario talento, quindi, dovrà accontentarsi di una vita domestica. E, ancora, il ragazzo un po’ ribelle che viene addirittura bocciato e umiliato davanti a tutti.

E’ un film che si svolge, come si scriveva sopra, in un piccolo borgo dell’Alto Adige nel 1944 in piena guerra. La vita di questo piccolo centro viene scossa dall’arrivo di un giovane siciliano fuggito dalla guerra e che sarà ospitato amichevolmente, perché ‘non ha scelto lui di andare in guerra’. Ne scaturirà una vicenda d’amore con una delle figlie del nostro maestro patriarca che finirà in modo assai doloroso.

Un film assolutamente di valore, con trame, racconti, dialoghi e immagini assolutamente da rimarcare. E, in ultimo, con quei dialoghi in dialetto che evidenziano come e ancora in quel periodo in piena guerra l’italiano, in fondo, era una lingua straniera. Film che rimanda all’opera di Ermanno Olmi e, in particolare, a ’L’albero degli zoccoli’. Comunque e assolutamente da vedere. Al prossimo film.

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