MECCANICO DI FIDUCIA
Accompagno la mia automobile dal meccanico di fiducia una volta al mese
circa. E’ un’automobile vecchiotta e presenta tutti gli acciacchi conseguenti
al tempo che scorre. Scorre per noi umani e, anche, per le cose, delle quali ci
serviamo. Nella fattispecie, la mia vettura consuma un discreto quantitativo
d’olio. Al punto che, probabilmente, sarebbe il caso di cambiarla se solo
disponessi della necessaria liquidità e se il costo delle automobili non avesse
raggiunto livelli improponibili. Per il momento, faccio di necessità, virtù e
continuo a chiedere a questa modesta ma efficace utilitaria tutti gli sforzi
necessari per i miei spostamenti.
Il mio meccanico di fiducia ha un’officina a pochi chilometri dalla mia
abitazione, è un signore già stagionato; napoletano o, comunque, campano, si
direbbe un brav’uomo dedito al suo lavoro e alla propria famiglia.
Con lui ho un rapporto cordiale e di assoluta stima. Del resto, non potrei
obiettare nulla sul suo lavoro per la semplice ragione che le mie conoscenze di
meccanica sono praticamente pari allo zero. So del motore delle automobili,
quanto di fisica quantistica, insomma, potrei rispondere al cliché del cliente
facilmente raggirabile.
Oggi, ad esempio, il signore napoletano, o campano boh, mi ha detto che, a
breve, bisognerà cambiare anche le candele. L’ho ascoltato distrattamente, ho
fatto un cenno d’assenso muovendo la mia capoccia, quindi ho pagato
regolarmente e me ne sono andato.
Pensando alle candele che mi fanno venire in testa, al massimo, quei pezzi
di cera che usavamo in casa quando c’era un’interruzione di corrente elettrica.
Insomma, e come si diceva un tempo, quando andava via la luce; un contrattempo
che, quando ero bambino, quindi un bel pezzo di vita fa, accadeva spesso ed era
una discreta seccatura perché costringeva a rimandare tutti gli auspicati
programmi del pomeriggio e della sera e, magari, ad andare a dormire ancor
prima del solito. Le candele in questione, invece, attraverso un processo di
combustione consentono il funzionamento del motore. Questo ho letto da qualche
parte e con la massima sintesi possibile. Sono quindi importanti, fondamentali,
assolutamente necessarie. Ma io mi affido al mio meccanico di fiducia. Non ho
alcuna intenzione di apprendere i rudimenti del suo mestiere, conseguenza della
mia pigrizia e della brutta abitudine di selezionare le mie possibili
conoscenze senza sforzarmi ad allargarle a questioni che proprio non mi
piacciono.
In fondo, è una questione sulla quale avrei dovuto lavorare già da tempo.
Possedere qualche abilità manuale aiuta a cavarsela nel caso di possibili
disavventure e non dipendere, sempre, dall’onestà di qualche meccanico di
fiducia. Neanche di questo brav’uomo col suo dialetto napoletano,
apparentemente dedito al lavoro e alla famiglia. Alla prossima.

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