IL NIBBIO di Alessandro Tonda
Film diretto da Alessandro Tonda che ripercorre la drammatica vicenda del rapimento della giornalista del ‘Manifesto’, Giuliana Sgrena, e della sua liberazione che portò, peraltro, alla morte dell’agente del SISMI Nicola Calipari.
E questo documento cinematografico incentra la sua trama proprio sulla
figura di quest’uomo, altrimenti definito ‘servitore dello Stato’ che, in
ultimo e pur nell’ambito del suo ‘sporco’ lavoro, sacrificò la sua vita per
salvarne un’altra.
Calipari viene raccontato nel film come il classico padre e marito che
sacrifica i suoi affetti per svolgere a pieno e meglio il suo lavoro, soprattutto quando questo presenta
situazioni assai complicate.
Come quella di vent’anni fa, anno 2005, durante l’occupazione statunitense
in Iraq quando la giornalista Giuliana Sgrena fu rapita. Proprio lei, una che
raccontava quella vicenda bellica criticando aspramente i governi occidentali,
Stati Uniti in primis.
Nel racconto delle vicende che descrivono le complesse operazioni
diplomatiche per la liberazione di Giuliana Sgrena, si scontrano diverse
visioni a parte di quei funzionari dei servizi impegnati allo scopo. E, in tale
contesto, Nicola Calipari viene raccontato come una persona retta,
assolutamente umana, in contrasto con alcuni suoi colleghi che, invece,
rivelano tutto il proprio cinismo.
Questo film, e probabilmente ciò rappresenta un limite, non vuole
evidenziare troppo il lavoro dei sevizi segreti e, successivamente alla morte
di Calipari, tutti i depistaggi e le opportunità politiche che, a vent’anni di
distanza, non consentono ancora di far chiarezza sul drammatico accaduto,
quanto la personalità di un uomo che, seppur coinvolto in un mestiere
tutt’altro che edificante, appare quasi come un eroe.
Film che ho trovato comunque didascalico, emozionante e godibile con
sottolineatura per la buona interpretazione di Claudio Santamaria nei panni,
appunto, dell’agente Calipari.
Alla prossima sala.

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