MINIMA MORALIA
Faccio incetta e tesoro di massime e citazioni possibilmente colte. Non per
riprodurle in qualche ‘meme’ da condividere sui social, né per fare sfoggio di
conoscenza e cultura. Io so di non sapere, ecco, la massima forse più citata in
assoluto, del più saggio di tutti i tempi, il vecchio e caro Socrate, mi
accompagna continuamente, O, perlomeno, cerco di seguirla costantemente.
Ecco, e a proposito di massime e citazioni, mi sono imbattuto nei giorni
scorsi in quelle di Theodor Adorno, uno dei maggiori filosofi della
contemporaneità. La forma più alta di moralità è non sentirsi mai a casa,
neanche a casa propria, asserì, tra le tante, il nostro studioso della scuola
di Francoforte,
Mi piace immaginarmi così quando mi ritrovo all’interno di contesti e
situazioni dove pare richiesto un certo grado di omogeneità. Insomma, si
domanda quasi un’appartenenza identitaria.
Non sono nazionalista e, dipendesse da me, abolirei totalmente Stati e
confini in un mondo senza barriere. Parlo volentieri male di chiunque possa
avvicinarmisi troppo. Mi sento alieno dal mio luogo di lavoro e la vicinanza
con i condomini del mio palazzo è soltanto conseguenza di un sentimento di
umanità sparso e fluttuante.
L’unica forma di appartenenza che, probabilmente, mi riguarda è quella
legata alla passione per la mia squadra del cuore. Ma, anche in questo caso, mi
capita di manifestare sempre più un senso di distacco, quasi di fastidio, nei
confronti dei ‘tifosi’ in generale, e di quelli della mia squadra nello
specifico.
Non sopporto le analisi meccanicistiche che fanno i tifosi che si sentono
sempre migliori degli altri e che sono pronti ad attribuire le sconfitte del
proprio club, sempre a fattori esterni, alla sfiga o a oscure macchinazioni di
potere. Ecco, ripensavo ad Adorno proprio e in questi giorni e per vicende
legate a una partita di pallone. Strano a dirsi ma è così.
E mi sentivo, improvvisamente, orgoglioso della mia moralità, di quel
sentirmi sempre estraneo e di non riuscire a fare squadra. Sarà anche una forma
di patologico individualismo o, per dirla più semplicemente, di stronzaggine
cronica ma mi piace così. E mi fa stare meglio. Con tutta la stima per il
vecchio Adorno. Alla prossima.,

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