LEGGERE LOLITA A TEHERAN di Azar Nafisi
Un libro, questo ‘Leggere Lolita a Teheran’ di Azar Nafisi che, innanzitutto, ha una precisa ambientazione storica; quella dell’Iran a seguito della cosiddetta ‘rivoluzione islamica’ di Khomeini con le conseguenti politiche tese, soprattutto, a limitare sempre più i diritti delle donne. L’autrice, voce narrante, insegna letteratura nell’Università di Teheran e si trova a scegliere tra l’ipotesi di lasciare la propria cattedra, oppure, di ‘obbedire’ alle nuove e assurde regole imposte dal regime islamico. Trova una piccola via d’uscita a questa opprimente situazione organizzando un corso ‘clandestino’ nella sua abitazione con la partecipazione di sette sue allieve; tutte ragazze.
Durante i citati incontri vengono letti e commentati testi di autori della letteratura occidentale, da Nabokov, a Fitzgerald, da James ad Austen.
E questo singolare corso diventa necessariamente un atto d’accusa nei confronti del regime islamico che giustifica la sua tirannia con la necessità di opporsi a un Occidente infingardo, corrotto e privato, ormai, di qualsiasi etica.
E la letteratura diventa quasi un’ancora di salvezza per queste donne che leggono e commentano opere come ‘Lolita’ o ‘Orgoglio e pregiudizio’, un’idea di liberazione.
Libro che mi era stato caldamente consigliato; riconosco l’accuratezza della scrittura, tuttavia l’ho trovato ostico in alcuni suoi passaggi. Nel raccontare le vicende dell’Iran, a partire dagli anni ottanta, s’ingenera, talvolta, una certa confusione dettata dagli eccessivi e improvvisi salti temporali e geografici. Ha comunque il merito di ricordare la drammatica situazione in certe aree del mondo e che, comunque, la liberazione da qualsiasi forma di tirannia può venire soltanto da chi la subisce. Anche, perché no, attraverso la letteratura.
Libro che comunque consiglio pur ribadendo una certa complessità e pesantezza in taluni passaggi.
Al prossimo libro.

Commenti
Posta un commento