LIBRERIA IN OSPEDALE

Non è mai piacevole recarsi in un ospedale per far visita a qualche amico o parente ricoverato. Oltre le fatiscenza di corridoi e reparti che ci ricordano lo stato della sanità in tempi durante i quali si parla di acquisto di nuove armi, si ragiona sulle cose davvero importanti nella vita e sulla nostra, sostanziale, condizione di esseri umani precari e, inevitabilmente, di passaggio.

Tuttavia, si scoprono anche cose che riportano a un sentimento d’umanità che, generalmente, dimentichiamo durante le nostre giornate spesso caotiche e disordinate.

Il sorriso di chi lavora negli ospedali e condivide, suo malgrado, tanta sofferenza, i volti quasi stremati di chi è costretto in un letto, e la gioia per le piccole cose; tipo quella di poter parlare per un po’ con persone care.

E, poi, nella già dichiarata fatiscenza di reparti e corridoi, improvvisamente ho scoperto un angolo davvero piacevole. Un mobiletto nel quale erano accatastati dei libri. Che bell’idea, ho pensato immediatamente! E, inevitabilmente, sono andato a spulciare e scuriosare tra quella preziosa collezione. E ho trovato, addirittura, un saggio del sociologo Noam Chomsky, insieme a un libro di Italo Calvino e a un altro di Valerie Perrin. E tanti altri ancora in una raccolta  assai colta e raffinata.

Libri probabilmente regalati da qualche visitatore più o meno occasionale. E pensavo, appunto, come i libri possano alleviare qualsiasi sofferenza e quanto la lettura aiuti a vivere meglio.

Quanto a me sono un buon collezionista e un impiccione delle librerie altrui. E confesso che, ogni volta che entro nella casa di qualche amico o conoscente, non perdo occasione per osservare le raccolte conservate nelle loro librerie più o meno capienti. Una curiosità che, in fondo, mi aiuta anche a capire di più sulle persone che vivono in quelle casa perché noi siamo, oltre quel che mangiamo, anche quel che leggiamo.

In qualsiasi luogo possiamo trovarci e, perché no, anche in quel luogo di estrema sofferenza rappresentato da un ospedale. Alla prossima.

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