LA CITTA' PROIBITA di Gabriele Mainetti
Di Gabriele Mainetti avevo già visto il mitico ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’ e
il più raffinato ‘Freaks out’ con buoni indici di gradimento da parte mia e per
quel che vale. Praticamente niente.
Ecco, questo ‘La città proibita’ inizia in un paesino rurale della Cina
dove, per la politica delle nascite, non si possono fare più figli. Comunque,
non più di una figlia femmina e, così, ci ritroviamo dentro una storia
familiare dentro la quale la seconda pargola deve vivere praticamente nascosta
e la prima cercare fortuna lontana da casa. Addirittura a Roma dove finisce in
un giro di prostituzione gestito dalla mala cinese. La più piccola, allora,
fenomenale nelle arti marziali, si mette in viaggio per ritrovarla e si ritrova
in quel confuso ginepraio rappresentato dalla Piazza Vittorio romana
multietnica e multirazziale dove italiani e cinesi convivono faticosamente in
tempi di sovranismi e inquietanti pulsioni identitarie.
Ne esce una storia che non annoia mai, una specie di noir assai
appassionante, con le due culture, quella cinese e l’altra romana che si
mischiano e, quasi, si contaminano; tra un omaggio al kung fu, anche nel
ricordo di Bruce Lee, e un altro alla gradevole cucina romana, tra dialoghi in
cinese rigorosamente sottotitolati e il romanesco ardente di Marco Giallini,
Sabrina Ferilli, nonché dell’ottimo Enrico Borello,
Senza la pretesa di ‘ingarellarmi’ in sofisticate analisi da esperto
cinefilo, mi limito a suggerire questo film, che non annoia mai nonostante le
durata (oltre le due ore), diverte, intrattiene e fa scoprire o riscoprire
quella bella zona romana di Piazza Vittorio, quartiere dove si sperimenta e si
realizza spesso una sana convivenza tra diverse comunità. Interessante anche il
lato ‘noir’ della storia con colpi di scena davvero inaspettati. Un film dove
non troviamo solo la prepotenza criminale, le botte e la violenza ma anche
sentimenti assolutamente più umani.
Da guardare, preferibilmente sul grande schermo, oppure, nei prossimi
passaggi su qualche network televisivo.

Commenti
Posta un commento