ABITUDINI

Abitudini. Sane, ma anche no. Non mi piace svegliarmi troppo tardi, anche quando potrei dormire più a lungo. Così, come non amo fare le ore piccole. Non sono tipo da movida e le mie escursioni serali sono rare come certi francobolli in edizione limitata.

Poi, quando capita di uscire di sera, mi accorgo dell’esistenza di un mondo per me poco conosciuto. Le strade della mia città sono trafficate quasi e come di giorno. E, mi chiedo, perché dovrebbe essere diverso? Insomma, le ore della notte e quelle della mattina, fino all’alba, sono tali e quali alle altre.

Vivo o, forse, semplicemente esisto per ricordare qualche massima dell’immenso genio poetico di Fernando Pessoa, in preda, appunto, alle mie abitudini. Talmente radicate che, quando capita di deviare, anche un poco, dal normale scorrere delle attività quotidiane, mi sento in preda a un’inquietudine. Ce la farò a sbrigare tutte le ‘cose’ necessarie per tempo? Tipo comprare il pane, dedicarmi all’esercizio quotidiano di scrittura, informarmi e documentarmi su quanto avviene nell’intero pianeta, sbrigare le inevitabili faccende domestiche? Poi, magari, ce la faccio ma arrivo al traguardo come quel corridore a corto di fiato.

Ecco, non mi piace fare le cose di fretta e cerco di evitare il logorio della vita moderna senza bisogno di un Cynar. Del resto, tra le mie abitudini non c’è il consumo di liquori  o superalcolici. Al massimo, posso concedermi un bicchiere di vino, preferibilmente bianco, durante qualche pasto più frugale del solito.

Programmo e definisco le abitudini riferendole, addirittura, a qualche brutto vizio. Cerco di non eccedere nel consumo di tabacco, anche se non rinuncerei mai alla sigaretta dopo un pasto o un caffè. Né a quella dopo la prima colazione, la migliore perché più lontana dall’ultima (cit).

Eppure, alcune volte penso di liberarmi,, almeno per qualche giorno, delle mie abitudini. Svegliarmi quando voglio, rientrare a casa all’alba, non curarmi troppo dell’ordine della mia casa, fare una doccia quando voglio.

Cosa accadrebbe? Uno sconquasso, oppure, risulterei talmente affascinato da questa nuova vita da modificarla radicalmente? Sostituendo le vecchie abitudini con quelle nuove? Che, però, sempre abitudini sarebbero. Non c’è niente da fare, sono un inguaribile e noiosissimo abitudinario. Alla prossima.


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