FORMICHE
Visto che oggi ho ben poco da dire a parte che continua a fare un discreto freddo mattutino del quale, tuttavia, non mi lamento più di tanto; meglio queste temperature rispetto a quelle che troveremo (sempre a Dio piacendo), tra qualche mese quando impazziremo per il caldo e l’umidità.
Mi è tornata in mente, invece, una battuta della camerata Giorgia Meloni in occasione della sua recente conferenza stampa d’inizio anno; riguardava una bizzarra domanda sulle formiche che lei ha confessato di non schiacciare, sempre che, beninteso, si accorga della loro presenza.
Ora non è mia intenzione disquisire del rapporto della premier fascista con le formiche né riferirmi a facili quanto appropriate battute, tipo che la camerata Meloni si guarda bene dallo schiacciare i citati animaletti ma non ha nessuna remora ad autorizzare celerini e simili ad agitare manganelli ogni volta che se ne presenti l’occasione.
Ripensavo, invece, al singolare rapporto che abbiamo generalmente con gli
insetti. Personalmente, non mi sono mai fatto problema di ucciderne a più non
posso. Formiche, ragni (nonostante si dica che portino guadagno), gechi e le
fastidiosissime zanzare. Gli insetti, a differenza di altri animali, sembra che
vivano solo per rendere peggiore l’esistenza degli umani. Insozzando pavimenti,
causando infiammazioni cutanee o, addirittura, portando virus. In realtà, gli
insetti come tutti gli altri esseri viventi nell’ecosistema hanno comunque una
propria utilità. E sono creature che, in fondo, meriterebbero di essere
lasciate in pace. Che, poi e a ben pensarci, schiacciare una formica che non ha
alcuna difesa è un gesto davvero vigliacco e miserabile. Degno, ecco, del
peggior fascista e, quindi, ho tanta ragione nel dubitare delle sincerità della
risposta della camerata Meloni che in quanto autorevole appartenente della
famiglia dei camerati non disdegnerebbe mai di prendersela con chi non ha
sufficienti difese. Formiche comprese.

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