RIVOLTA E CICALE
Ritengo che una delle ragioni del successo e del consenso mietuto dagli attuali
e inquietanti governanti risieda nel fatto che costoro hanno una propria
visione del mondo. Orribile quanto si vuole e al limite del mostruoso, però ce
l’hanno. A differenza dei loro competitor che continuano a discutere e litigare
per il nulla senza comprendere che, in questa fase storica, l’unica cosa che
conterebbe davvero sarebbe quella di liberarsi, prima possibile, degli attuali
inquini di Palazzo Chigi e dei diversi e sparpagliati ministeri.
Accennavo, quindi, alla ‘visione del mondo’ di chi governa questo paese che
si evince e si spiega con particolare chiarezza soprattutto quando vengono
sviscerati alcuni provvedimenti relativi al mondo della scuola.
Leggo, proprio oggi, che il ministro dell’istruzione (e del merito…)
Lorenzo Valditara ha deciso di cambiare le forme del giudizio nei confronti
degli alunni delle scuole primarie (un tempo elementari), ripristinando il
valore del voto di condotta. Gli studenti della secondaria inferiore (un tempo
dicevamo scuole medie) rischiano la bocciatura con un sei in condotta. Ciò, a
detta dell’ineffabile ministro leghista, servirebbe a restituire autorevolezza
al corpo decente e rispetto delle regole da parte dei giovanotti che
frequentano le scuole di ogni ordine e grado.
Ora, pare evidente e, ribadisco il concetto, una precisa visione del mondo.
Un mondo improntato a valori di ordine, sicurezza, disciplinamento sociale e
ferrea repressione nei confronti di chi non si adegua. Una visione del mondo
che emerge anche in altri aspetti dell’attività di governo, si pensi a quello
inerente alla cosiddetta ‘sicurezza’ con il famigerato DL 1660 prossimo alla
definitiva approvazione parlamentare.
E’, complessivamente, il disegno di una società estremamente classista dove
i poveri devono, fondamentalmente, accettare la loro condizione,
accontentandosi di lavoretti precari e sotto pagati e senza neanche la
possibilità di ribellarsi. La famosa ‘rivolta sociale’ della quale parlò
proditoriamente qualche mese fa il segretario della CGIL Maurizio Landini che
sembra, oggi e tuttavia, una mera ‘supercazzola’ dialettica. E, intanto,
leggendo con sgomento le news sulle ultime trovate del ministro leghista
dell’istruzione vengono in mente le note finali di una strepitosa canzone di
Fabrizio De Andrà – La domenica delle salme -. Mentre il cuore d’Italia da
Palermo a Trieste si gonfiava in un coro di vibrante protesta. Tutto seguito da
un assordante rumore di cicale.

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