TRIBUNALI E UMANITA'
Ora, avoja a dire che uno non crede alla giustizia borghese che è solo uno
strumento dello Stato infame che garantisce, una volta di più, gli interessi
delle classi dominanti, che chi crede nella giustizia morirà giustiziato,
eccetera, eccetera, eccetera.
Ieri, mentre ero dentro una sala di un cinema, nell’attesa che iniziasse un
film e smanettavo col mio smartphone, ho appreso la cattiva notizia, quella
dell’assoluzione disposta dal Tribunale di Palermo nei confronti dell’attuale
ministro delle infrastrutture e dei trasposti, nonché vice a coppe, Matteo Salvini. Il fatto non sussiste, hanno
detto i giudici che, entro novanta giorni, depositeranno la sentenza
indicandone le motivazioni.
Devo essere sincero, non credevo troppo a una condanna del beota leghista
però, che ne so, un po’ ci speravo. Perché lasciare decine e decine di
poveracci in mezzo al mare, senza dargli la possibilità di scendere, esposti
quindi, a qualsiasi disagio e privazione, mica è una cosetta così.
Per strada si direbbe che è una vera e propria infamità perpetrata, per di
più. nei confronti di soggetti deboli. Di poveracci, insomma. Una cosa che,
quando eravamo ragazzini, saremmo andati a prendere di petto il responsabile
per chiedergliene conto.
Ma viviamo in tempi difficili e ce lo
so bene, così il pupazzo leghista, insieme alla sua avvocata che difese,
tra gli altri, anche il poro (si fa
per dire) Giulio Andreotti, insomma una con un curriculum di tutto rispetto
(…), ha improvvisato una conferenza stampa tornando a sciorinare tutto il suo
repertorio di stronzate, Tra le quali quella di essere orgoglioso di avere
difeso i sacri confini della patria. Da chi
poi, boh.
Resta il fatto che un Salvini, non dico carcerato perché in galera non ce
lo avrebbero mai mandato, ma condannato a qualche annetto di pena, mi avrebbe
fatto godere un po’. Nonostante le storie sulla giustizia borghese che tutela e
garantisce solo le classi dominanti, strumento dello Stato infame e oppressore,
eccetera, eccetera, eccetera.
Resta, comunque, il fatto che affidarsi troppo ai magistrati per creare qualche
problema agli attuali governanti non mi sembra una scelta saggia e vincente. E
che certe cose, tipo lasciare decine e decine di disperati in mezzo al mare
senza neanche un’aspirina o una scatoletta di tonno, è davvero una cosa da
infami. Come quelli che da ragazzini rubavano il pallone a quello più piccolo,
insomma. E le infamie non hanno bisogno di sentenze e non cascano nemmeno in
prescrizione. In nome del popolo italiano. Ma anche no.

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