TRE CANI.
Anche oggi, come mi capita quasi quotidianamente, ho scelto di spostarmi per la città utilizzando i mezzi offerti dal ‘favoloso’ sistema del trasporto pubblico romano. Motivo che causa frequenti disagi ma che, devo dire, mi conduce spesso a riflessioni più o meno serie, giocose o impegnate.
Stavolta, tuttavia, non voglio discettare in merito ai menzionati disagi né
prendere spunto da qualche passeggero dal comportamento singolare e che, in
qualche modo, può destare curiosità.
Osservavo, invece e oggi, la presenza di ben tre cani nello spazio
circoscritto di due vagoni del famigerato trenino Metromare. Due di questi
esemplari erano di discreta taglia, il terzo, invece, era di piccole
dimensioni.
Riflettevo, quindi, su una roba che sto notando da qualche tempo; il numero
sempre più crescente di persone che scelgono di avere un cane. O anche più
cani.
Un tempo, insomma fino a qualche anno fa, i soggetti che tenevano per casa
un cane non erano così numerosi. In un condominio ne potevi trovare uno, al
massimo due. Persone, così, facilmente tracciabili e individuabili. E quando
dovevi indicarli a qualche amico o conoscente dicevi, magari, sai quello che c’ha er cane…
Si trattava, normalmente, di uomini e donne che manifestavano una
particolare predilezione per gli animali o per alcune specie e che, in quanto
tali, li trattavano con assoluta cura e riguardo.
Poi, invece, è esplosa questa particolare mania di farsi un cane e nel
palazzo in cui vivo, giusto per fare un esempio, i condomini che tengono il
cane sono ormai quasi di più di coloro che ne sono sprovvisti.
Ora questa storia che aumenti il numero di cani che soggiornano in
abitazioni più o meno grandi e capienti stride un pochettino con altre tendenze
sociali che si manifestano anche con una certa evidenza nei tempi in cui
viviamo. Ad esempio una solidarietà sempre più sfocata verso gli altri o,
quantomeno, nei confronti di alcune categorie di soggetti. Penso ai migranti,
agli zingari, ai ‘diversi’ in genere e, perché no, anche ai poveri considerati
troppo spesso individui che la loro condizione disagiata ‘se la sono cercata’
e, quindi, da tenere alla larga come la peste. Viviamo, non dimentichiamolo, in
un paese governato da un’accolita di razzisti, fascisti e omofobi. E allora?
Niente era solo una piccola riflessione mattutina senza, per questo, voler
mancar di rispetto a cani, gatti e altri animali né a chi li custodisce nel
miglior modo possibile. E’ solo che mi chiedo se un cane di grossa taglia possa
vivere bene in un appartamento di pochi metri quadrati. In questo caso chi ‘si
fa il cane’, pensa solo a sé stesso o ama davvero gli animali?
Chiarisco che si fa solo ‘per parlare’, insomma perché mi piace
chiacchierare. A proposito, lo confesso non sono anti specista anche se mi sono
volutamente risparmiato la premessa del ‘ c’ho tanti amici che amano i cani’.
Alla prossima corsa.

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