TRA DUE GIORNI E' NATALE
C’è pure una canzone di Francesco De Gregori che s’intitola Natale e che è
riferita proprio a questo giorno di anti vigilia. Ci scommetto che nevica tra
due giorni è Natale, ci scommetto dal freddo che fa… Dalle mie parti c’è stato
vento forte stanotte e, poi, un po’ di pioggia ma la neve, no, quella è
un’altra cosa.
A Roma la neve è qualcosa che vedi poche volte nella vita. Ho sentito
spesso parlare della nevicata del 56 che ispirò un’altra celebre canzone, La
nevicata del 56’, appunto, ben interpretata, tra l’altro, da Mia Martini e
composta pure da Franco Califano (Califano ha fatto pure cose buone).
Quindi ci fu la nevicata dell’85, quella sì che la ricordo bene perché
cadde al posto giusto e nel momento giusto, la notte che precedeva la ripresa
delle lezioni a scuola dopo le vacanze di Natale. E, allora un’altra e
aggiuntiva settimana di feste; e vai e altro che mai una gioia!
La trascorremmo tirandoci palle di neve che, in realtà, erano diventate
palle di ghiaccio. E, confesso che quella neve caduta dal cielo dopo un po’
m’irritò. Sul ghiaccio si scivolava e sprovvisto dei mitici Moon Boot. mi sentivo
più povero degli altri e, perché no, anche maggiormente esposto al pericolo di
qualche rovinosa caduta.
Altre nevicate? Sì, qualcuna ma, rispetto a quelle menzionate roba quasi da Pretura anche se quella del 2012 la ricordo con grandi risate per il sale dell’allora sindaco della capitale Gianni Alemanno. Sì a Roma è successo pure questo che uno come Alemanno facesse il sindaco e promettesse di fronteggiare gli inevitabili disagi della neve spargendo per terra sacchetti di sale.
E, comunque tornando al celebre pezzo di De Gregori, non ci sarà la neve a
Roma, al massimo precipitazioni sparse come dicono quelli bravi a fare
previsioni. Però scrivimi, scrivimi, se ti viene la voglia, dice e canta il
poeta. Pensando a una scrittura a mano, con la penna, l’inchiostro e un pezzo
di carta. Fatica fisica aggiunta allo sforzo mentale di tirar fuori qualche
idea più o meno originale. Ormai, abbiamo l’abitudine di scrivere con la
tastiera di computer o smartphone e quanta fatica feci, qualche anno fa, quando
fui costretto nel corso di un concorso a titoli ed esami a scrivere un tema su
un foglio protocollo con tanto di penna Bic. Vecchie maniere, insomma e non ero
proprio allenato. E non stavamo neanche a due giorni dal Natale che ci
scommetto che nevica dal freddo che fa. Ma anche no.

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