SCIOPERO A COLAZIONE
Capita di mattina di ascoltare più o meno distrattamente discorsi da bar. Meglio ancora, i discorsi del barista in persona, quello che, dietro il bancone prepara caffè, cappuccini e tutto quanto i clienti possano richiedere. Dietro di lui fanno bella mostra bottiglie di whisky e altri superalcolici, tutta roba troppo forte e che non berrò mai. Ho uno stomaco assai fragile e non reggo le bevande troppo forti.
Il nostro barista sta ogni giorno che Dio, o chi per lui, comandi, al suo posto da combattimento. Ferie e malattie permettendo. Pronto a schivare ogni attacco e a sciorinare la sua proverbiale pazienza pur di fronte al cliente più rompiscatole. Viviamo tempi difficili durante i quali non basta più chiedere per colazione un normale caffè o un semplice cappuccino; no, c’è sempre quello che chiede il caffè d’orzo, il cappuccino, sì, ma con poca o tanta schiuma, addirittura il caffè con una punta di latte, detto anche cappuccino alla genovese. E tanto altro ancora. Ma il nostro barista è paziente e, in fondo, offre l’immagine di un uomo contento della sua vita e sempre desideroso di tornare a casa per abbracciare sua figlia. Ha una figlia femmina e, almeno questo, l’ho capito pur non impicciandomi troppo di queste cose.
E, poi, il nostro barista, talvolta, conversa con i suoi clienti. Lui raggiunge il suo posto di lavoro preferibilmente servendosi dei mezzi pubblici. Ecco, oggi si lamentava del prossimo sciopero che coinvolgerà anche lavoratori e lavoratrici del trasporto pubblico in programma per il prossimo venerdì. Non se ne può più, argomentava, con questi scioperi sempre più frequenti. Io, ascoltavo, ancora e fortunatamente, a debita distanza sperando che gli improvvisati opinionisti cambiassero velocemente argomento.
Però, riflettevo su alcune questioni. Primo, il barista proponeva una sorta di rimborso per i poveri utenti vessati da questa ‘piaga’ degli scioperi; viviamo, ormai, in una società dove la stragrande maggioranza delle persone si sceglie questa particolare soggettività; quella del consumatore cliente che paga e che, quindi, oltre ad aver sempre ragione come da vecchio e abusato detto, può sempre intentare qualche azione legale.
Secondo, lo sciopero del prossimo venerdì riguarderà tutte le categorie del lavoro e non solo il trasporto pubblico. Ma in pochi lo sanno perché, in fondo, lo sciopero, ormai, incide solo in particolari e strategici settori e perché l’informazione è quel che è e chi si dovrebbe informare è, a sua volta, quel che è.
Leggevo proprio ieri che in Italia oltre un terzo degli adulti è
considerabile come ‘analfabeta funzionale’. Quindi, riflettevo ancora e,
parlando da solo (come i matti diceva pora nonna), mi dicevo, ma perché ti
stupisci se, ormai, tanta gente detesta scioperi e scioperanti? Poi, ho
ordinato il mio cappuccino e il barista con il viso assai rilassato aveva,
ormai, cambiato discorso. Meglio così. Alla prossima
colazione.

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