ANNI SETTANTA
Ieri per tutto il paese o, quantomeno, nelle principali città hanno
manifestato gli studenti medi e universitari. Una giornata di lotta intitolata,
a ragione, ‘No Meloni day’.
Le cronache raccontano di cortei abbastanza tranquilli e con qualche
inevitabile momento di tensione. Lanci di uova, manifesti di celebri politici
raffigurati con le mani sporche di sangue (chiaro riferimento alle
responsabilità di chi vende armi al governo israeliano responsabile di un
autentico genocidio) quello del titolare del dicastero dell’istruzione e, ahinoi,
anche del merito, Lorenzo Valditara bruciato in piazza. Roba da dadaismo,
insomma. Punta dell’iceberg, pare, un bombone lanciato nella manifestazione di
Torino contro le cosiddette ‘forze dell’ordine’, con i ‘poveri’ agenti che,
feriti o no, non hanno perso occasione per un bel referto e per guadagnare
qualche rilassante giorno di malattia.
Ora, tutto questo ha fatto gridare ai governanti e ai loro servi sciocchi
niente di meno che al ritorno degli anni settanta. Un periodo, evidentemente,
rappresentato nella sua versione più feroce e violenta quella definita, assai
superficialmente, degli anni di piombo.
Negli anni settanta ero soltanto un bambino però ne ricordo bene il clima e
l’atmosfera. E basta leggere qualche libro o qualche cronaca dell’epoca per
comprendere bene come il paragone con l’attualità dovrebbe soltanto far
scompisciare dalle risate. Ieri sera, addirittura il pessimo Enrico Mentana,
conduttore del TG7 e inetto campione di equidistanza in tempi nei quali
bisognerebbe prendere posizioni forti e chiare, ha ricordato come in quegli
anni durante le manifestazioni, spesso, girava gente armata. Altro che
manichini bruciati e uova marce.
Ma non sono tanto ingenuo da non capire che coloro che schiamazzano al
termine di ogni manifestazione di protesta, conoscono bene la materia. Sanno
perfettamente, insomma, che l’accostamento a tempi nei quali esisteva ben altro
livello di conflittualità sono una mera provocazione verbale.
L’obiettivo di questi pessimi governanti è, invece, quello di stroncare
qualsiasi forma di dissenso. E, non a caso, hanno preparato un nuovo decreto
sicurezza con norme peggiori anche di quelle contenute nel vecchio Codice
Rocco. E al primo lancio di uova gridano al ritorno degli anni settanta. Che,
poi e per conto mio, magari fosse. Certo con il livello di partecipazione e di
conflitto di quel periodo, probabilmente, non avremmo al governo questa banda
di fascisti. Perché di fascisti si tratta ed è ora che anche coloro che fanno
gli ‘equidistanti’ ne prendano coscienza.

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