RANIERI SALVACI TU....

Accolgo con sollievo la notizia che Claudio Ranieri sarà il nuovo allenatore della Roma. Nuovo, poi, si fa per dire trattandosi, per il nostro, vecchio mister della terza esperienza alla guida tecnica del glorioso club giallorosso. 

Ranieri sembra essere l’uomo giusto quantomeno per evitare di trasformare una stagione  destinata all’insignificanza e a un malinconico anonimato già nelle premesse estive, a una sorta di ansiosa tremarella con la zona retrocessione ormai e davvero a un tiro di scoppio.

 

Non sarà facile neanche per lui e il calendario non gli riserva, certamente, un inizio tranquillo e rilassante. Già, dopo la sosta di campionato, la Roma farà visita (come dicono quelli bravi), al Napoli primo in classifica. Insomma, c’è poco da sorridere. 

Ma, oltre, le questioni strettamente calcistiche e passionali, la vicenda di Claudio Ranieri mi ha stimolato due diverse riflessioni che c’entrano poco l’una con l’altra. 

La prima riguarda quest’uomo. Romano, nato in uno dei più bei quartieri di Roma, quello di San Saba vicino al Circo Massimo. Quartiere elegante, raffinato e quasi silenzioso. Ecco, Ranieri è un romano che ha la battuta facile e tagliente, ironia e signorilità. Non è, insomma, il romano da cine panettone che rappresenta, purtroppo e spesso, uno stereotipo tanto usato e abusato.  Il romano macchiettistico, sguaiato e caciarone che, talvolta, ci sta pure bene e fa pure ridere però, mi piace affermarlo; non siamo tutti così. E Claudio Ranieri, romano de Roma, ne è la conferma. 

Seconda considerazione legata, invece, alla passione calcistica. Questi americani, proprietari economici della Roma, sembrano gestire il club quasi come fosse un giocattolo. Che, poi, ci sono bambini seri, responsabili e giudiziosi che i giocattoli se li tengono bene da conto anche per rispetto dei sacrifici fatti da parte di chi glieli ha comprati. Dopo, ci sono i bambini viziati che il giocattolo, magari, lo rompono subito perché, tanto, gliene regalano subito uno nuovo. Ecco, cari Friedkin, la Roma non è un giocattolo ma è una cosa seria. Quindi, dopo aver scelto, quasi per caso, l’uomo giusto per rimettere in piedi la malandata baracca, ora, cercate di vendere a qualcuno più serio di voi. Perché a noi romani piace ridere e scherzare, in modo elegante alla Ranieri o, anche, in forme più rumorose e sguaiate. Ma come il cavaliere nero del povero e indimenticato Gigi Proietti non ci piace essere provocati oltre un certo limite. Aspettando e sperando in un altro miracolo del nostro maestro di San Saba. E sempre forza Roma. 

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