TE LO AVEVO DETTO di Ginevra Elkann
Film con un titolo ‘Te lo avevo detto’ che, personalmente, mi fa sorridere
ripensando a tutti quei personaggi che incontrati nel tempo e che,
inevitabilmente e a commento di qualche accadimento finito in un qualsivoglia
modo, hanno proferito la fatidica frase. Te l’avevo detto! Che, alla romana
suona anche come ‘t’avo detto’.
Ora, a parte questa rapida e forse inutile digressione, ho trovato questo
film di Ginevra Elkann trasmesso su un celebre e costoso network televisivo, assai bruttarello.
L’ambientazione è in una Roma con picchi di caldo davvero insoliti e
insopportabili a gennaio pur vivendo tempi di cambiamenti climatici.
Il cielo è rossastro, i ventilatori accesi anche se, e questo l’ho capito
poco, i vari personaggi che scorrono nel film continuano a vestirsi come
fossero in inverno. A maniche rigorosamente lunghe.
Personaggi che scorrono, ecco, espressioni più che altro di disagi morali,
materiali, esistenziali. C’è la donna ossessionata da una pornostar e che la
figlia, più giovane, chiaramente, ma anche più assennata di lei cerca di
ricondurre alla ragione. La mamma alcolista che cerca in tutti i modi
possibilità e autorizzazioni per stare con il proprio bambino, il prete
tossicodipendente in conflitto con la sorella che vorrebbe seppellire le ceneri
dei genitori nel cimitero acattolico.
Queste ed altre storie nel corso di un racconto lungo quasi due ore che,
personalmente, ho trovato di una noia mortale. Anche peggiore del recente
‘Siccità’ di Paolo VIrzi, insomma, dove il caldo torrido e insopportabile era
riferito più naturalmente alla stagione estiva.
Un film che vorrebbe, forse, rappresentare quasi la metafora di un’umanità
dolente e quasi allo sfascio. Ma senza alcun guizzo e senza quell’ironia che
troviamo in altri film ambientati nella stessa città e, complessivamente, con
trame e contenuti assai simili.
Visone che, personalmente, non suggerisco. Guardate altro o fate altro,

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