LI MEJO POSTI E GLI ANNI SETTANTA

Oggi mi è toccata una lunga attesa. Sai, quando arrivi e il treno sta partendo già con le porte chiuse. Un ragazzo davanti a me correva forte ed è riuscito a salire; era giovane e ancora scevro, evidentemente, da problemi lombalgici e con uno scatto da centometrista. 

Oggi, poi, non c’era neanche il cosiddetto ‘treno sottiletta’. È un treno che parte vuoto e direttamente dalla stazione di Acilia nelle ore cosiddette ‘di punta’. Non sempre però. Dipende dal meteo, dallo stato dei pochi mezzi disponibili e dalla salute dei macchinisti. Troppe variabili.

 

Io, comunque, ho atteso pazientemente per venti minuti, mi sono seduto su una panchina libera e ho aperto uno dei libri che mi ero portato dietro. Circondato da persone annoiate e rassegnate, perse con lo sguardo sui loro smartphone. Ogni tanto m’impicciavo e allungavo l’occhio per vedere cosa guardassero su quegli aggeggi infernali. Soprattutto piatti più o meno prelibati e cucinati accuratamente. È molto di tendenza la cucina e i relativi programmi tematici son molto seguiti. Così dicono. Io ricordo ancora ‘Il pranzo è servito’ condotto dall’indimenticabile Corrado Mantoni che andava in onda all’ora di pranzo. E, spesso, quando tornavo da scuola ne vedevo l’ultima parte. Ma era un quiz non un programma di cucina. 

Quando il treno era in procinto di arrivare, poi, tutti si sono sistemati come quei giocatori che aspettano che si batta un calcio d’angolo. Qualcuno sgomitava e, forse, se ci fosse stato un arbitro sarebbe intervenuto a richiamare a un comportamento più adeguato. 

La corsa ai ‘mejo posti’, preferibilmente a quei pochi a sedere. Oggi, mentre aspettavo la metropolitana notavo una ragazzetta che scalpitava per salire repentinamente e guadagnarsi l’agognato posto a sedere. E pensavo, ma come, così giovane e già sta così? Poi ho pensato con una punta di auto ironia che stavo facendo un pensiero da vecchio, tipo ma che ai miei tempi queste cose non succedevano! E mi ci son fatto una risata sopra. E, poi, a proposito di questa corsa a ‘li mejo posti’ ho pensato alla strofa di una canzone degli anni settanta di un cantautore che ha fatto poche cose ma buone. Si chiamava Stefano Rosso e il pezzo era ‘Letto 26 seconda parte’. Cito testualmente: si parla tanto di violenza, di compromessi e libertà di consumismo e di coscienza, proletariato e parità ma sul 28 ogni mattina si assale dietro e poi si va e ognuno cerca di far prima e resta in piedi chi ci sta.  Anni settanta, quasi mezzo secolo fa ma c’era già la corsa a ‘li mejo posti’. Però, almeno, si facevano discorsi impegnati. Alla prossima

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