VIA DALL'ITALIA
Sono abituato a leggere di tutto e di più, insomma, a informarmi su quel
che succede a quattro passi da casa come nell’angolo più lontano e remoto di
mondo. Ora, non esageriamo. Non mi accontento, certamente, di leggere articoli
sulla cronaca di Roma, tuttavia, butto un occhio più approfondito a quel che
succede nel paese in cui sono costretto a vivere.
E, di questi tempi, leggere notizie dall’Italia e sull’Italia non fa
sicuramente bene alla salute. Anche limitandosi a qualche sfogliata di giornale
o sguardo più o meno attento ad alcuni siti d’informazione.
Apprendo, per esempio, che gli emendamenti alla legge di bilancio possono
essere anche peggiori della stessa legge di bilancio.
Così mentre il governo taglia fondi alla scuola pubblica, premia, invece,
genitori e famiglie che decidono di mandare i loro pargoli a studiare nelle
cosiddette ‘parificate’. Che, in Italia, si riducono essenzialmente ai
cosiddetti diplomifici o alle scuole cattoliche. Sui finanziamenti in diverse
forme alle scuole private si discute da anni. Una discussione, peraltro, che
non dovrebbe neanche nascere perché la Costituzione dice, chiaro e tondo e
rispetto ai vari istituti di suore, preti e tre anni in uno, senza oneri per lo
Stato. Mah.
Poi, ancora, leggo di un altro emendamento. Mutui agevolati per i
giovanotti under trenta ma solo se si sposano. Il cosiddetto bonus Natale,
invece, è previsto solo per chi ha figli a carico, insomma, poveri single e
quanto manca alla legge sul celibato?
In ultimo, last but not least, trovo uno spassoso quanto inquietante
articolo che riporta alcune dichiarazioni di Flavio Briatore che parla, niente
di meno, che di arte e cultura.
Secondo questo tizio in ogni città bisognerebbe fare un unico museo dove mettere
tutte le opere che si hanno. Così i turisti, poveracci, pagando profumatamente
s’intende perché l’arte e il turismo mica sono robe da poveracci, non
dovrebbero neanche spostarsi da un posto a un altro! Cosi come a Madrid con il
museo Prado o a Parigi con il Louvre, dice Briatore. Facendo, così, sfoggio di
enorme ignoranza perché a Parigi e a Madrid ci sono innumerevoli musei anche
più interessanti di quelli appena citati. Io, ad esempio, ho trovato il D’Orsay
meglio del Louvre e il Sofia Reina meglio del Prado. Magari sono gusti, chissà,
solo che il museo unico poteva venire in mente solo a un tizio espressione
della peggiore cultura di destra. Ammesso e non concesso che ce ne sia una
migliore. Intanto continuo a cercar notizia sperando di non rischiare una
gastrite. Viva l’Italia anche se sarebbe meglio, di questi tempi, via dall’Italia.

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