POSTER

Da antropologo da strada o improvvisato sociologo da strapazzo, attento ad ascoltare i discorsi della gente per fiutare, almeno, da che parte soffia il vento, ho constatato ieri in una radiosa giornata novembrina che i francesi, ormai, sono passati di moda. Mi riferisco, evidentemente, ai francesi che lottano, che scendono in piazza e loro sì che si fanno sentire a differenza nostra, italiani rammolliti e che abbiamo sempre una buona scusa per non scendere in piazza! 

Ora, pare, che i nuovi modelli di riferimento vengano dalla Spagna. Diceva un tizio, ieri, sulla banchina del metrò, e quando scrivo banchina del metrò mi vengono sempre in testa le strofe di ‘Poster’ di Claudio Baglioni, che ‘hai visto a Valencia gli hanno menato ai politici noi, invece, anche di fronte a una disastrosa alluvione cantiamo Romagna bella!’. 

Ascoltavo silente e con un pizzico di costernazione l’accorato sfogo del tipo in questione e, intanto, rimettevo i pezzi del puzzle al loro posto. In realtà a Valencia, le aggressioni ai danni del re e del primo ministro sono state orchestrate da un gruppuscolo di fascisti nel tentativo di eludere, evidentemente, le responsabilità del presidente della comunità valenziana, appunto, che pare essere uno di loro o, perlomeno, vicino a loro. Insomma, bisognerebbe pure saper leggere e decifrare le notizie ma tant’è e, comunque, un re coperto di fango non può che farmi piacere ripensando all’Enrico IV del vecchio William Shakespeare, se viviamo è per camminare sulla testa dei re. Speriamo.  

Ora, però, questa cosa che dobbiamo prendere pure lezioni di lotta dagli spagnoli che sono stati sotto una dittatura ben più a lungo di noi mi ha fatto pensare e, perché no, anche sorridere. 

E, ancora, riflettevo su altri discorsi ascoltati nei miei improvvisati momenti da antropologo da strada o sociologo da strapazzo quando, di fronte a uno sciopero o, a commento di qualche manifestazione con scontri, magari, con le cosiddette forze dell’ordine, sento dire, eh ma così’ non si fa e dove andremo a finire signora mia! E che cosa vogliono questi scioperanti e questi studenti facinorosi pensassero a studiare! Insomma, le lotte vanno bene ma solo quelle degli altri. Salvo, poi, a lamentarci dell’altrui inedia quando aspettiamo un po’ troppo sulla banchina del metrò. Senza neanche, e cito il vecchio Baglioni, un poster appiccicato al muro che ci conceda almeno il sogno di fuggire via.  Lontanooo…

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