LA VERITA' SECONDO MAUREEN K di J.P. Salomè
Film tratto da una storia realmente accaduta. Più esattamente, avvenuta
nella vicina Francia e in un tempo neanche così lontano; la vicenda, infatti,
iniziò nel 2012 poco più di dieci anni fa.
Maureen Kearney, magistralmente interpretata da una bravissima Isabelle
Huppert, è una sindacalista assai determinata in un azienda che si occupa di
nucleare. Lotta per difendere i diritti di lavoratori e lavoratrici sparsi
nelle diverse sedi europee dell’azienda quando, improvvisamente, si ritrova
dentro una storia probabilmente più grande di lei.
Viene infattI, a conoscenza del progetto di cedere la tecnologia nucleare
francese, il cosiddetto know how aziendale, niente di meno che ai cinesi che,
in questo modo, potranno costruire centrali in Francia e in altri paesi del
vecchio continente. Il problema, tuttavia, non è quello dei pericoli derivanti
dall’impiego del nucleare ma, esclusivamente, quello di perdere migliaia e
migliaia di posti di lavoro destinati ai francesi. E, comunque, non è poco.
Maureen K cerca di frenare questo progetto trattando, anche, con ministri e
parlamentari e scontrandosi apertamente soprattutto col nuovo capo
dell’azienda, Luc Oursel, promosso per la sua sostanziale accondiscendenza a
qualsiasi volontà superiore.
Poi, il colpo di scena, Maureen subisce un’aggressione, una violenza, un
vero e proprio stupro quando in casa viene legata, imbavagliata e segnata con
un coltello sulla vagina. Aggressione alla quale, tuttavia, poliziotti e
giudici non crederanno facendo in modo che la nostra protagonista passi dal
ruolo di accusatrice a quella di imputata.
Un film lungo più di due ore che si può, sostanzialmente, dividere in due
parti. La prima dove prevale il racconto dell’impegno politico della
protagonista, il secondo nel quale la storia diventa un vero e proprio
thriller.
Per quel che penso, un film comunque interessante che racconta una vicenda
che non conoscevo e che ci parla anche di rapporti di genere, di violenze e
stupri e della difficoltà delle donne, di qualsiasi donna a reclamare e
ottenere giustizia dentro un’aula di Tribunale. In qualsiasi paese,
evidentemente. Forse troppo lungo e con qualche parte del discorso narrativo
che lascia qualche dubbio. Comunque, da guardare. Al prossimo film.

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