IL PUNTO DI RUGIADA di Marco Risi
Film del 2023, trasmesso su un celebre network televisivo che, però, non mi
va di nominare. Regia di Marco Risi, figlio d’arte del grande Dino, trama
abbastanza semplice. Due giovani finiscono, loro malgrado, nelle maglie della
giustizia, il primo per aver provocato un incidente stradale con conseguenti e
gravi danni fisici per una ragazza, il secondo per una storia di traffico di
stupefacenti. Condannati a una pena detentiva che, tuttavia, viene commutata
nell’istituto dell’affidamento ai servizi sociali che abbiamo imparato a
conoscere bene soprattutto per le vicende del povero Silvione.
Ora, i due giovanotti sono, appunto, obbligati a prestare per qualche mese
il loro servizio in una struttura per anziani dove vengono accolti,
inizialmente, dal direttore dello stesso istituto un tipo, apparentemente, assai
deciso e tirannico. Devono svolgere al meglio il loro compito e rispettare
regole ferree, pena la revoca dei servizi sociali e l’ingresso in qualche
patria galera. Rispetto, educazione e gli anziani che dimorano presso questa
casa di riposo, devono essere chiamati ospiti e non vecchi. Le parole hanno
sempre un immenso valore e, citando una celebre studiosa e linguista, Alma
Sabatini, sono il binario sul quale corre il treno del pensiero.
A parte questa rapida digressione, cosa dire del film? In realtà non l’ho
trovato particolarmente emozionante per quanto tratti temi assai rilevanti e,
per quanto mi riguarda, piuttosto sensibili.
Alcune scene spassose e divertenti, altre che rimandano a triti e ritriti
luoghi comuni. Buone interpretazioni e colonne sonore con musiche degli anni
sessanta sempre piacevoli da ascoltare. E didascalie nei titoli di coda che
ricordano la tragedia del COVID che colpì soprattutto la popolazione più
anziana. I vecchi, ecco, spesso anche ospiti di case di riposo.
Complessivamente, e per quanto mi riguarda, un film non irresistibile da
guardare, forse, in televisione senza spendere i soldi del biglietto del
cinema. Al prossimo film.

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