CASSETTE POSTALI

Ieri mattina, mentre sfogliavo (e leggevo) un celebre quotidiano, arrivato quasi alle pagine dello sport, dunque allontanandomi, pian piano, da guerre, leggi di bilancio e cruenti fatti di cronaca, ho trovato un articolo assai interessante.

Si trattava di cassette postali e cartoline. Ecco, le cassette postali che, gradualmente ma inesorabilmente, la società Poste Italiane sta smantellando. Semplicemente, perché non le usa (quasi) più nessuno. Nel tempo di computers e smartphone sempre più sofisticati a chi verrebbe più in mente di comunicare inviando cartoline o letterine magari da imbucare in una cassetta postale?

Appartengo, tuttavia, a una generazione che è passata dalla cabina telefonica allo smartphone, dalla macchina da scrivere alla scrittura digitale, da due o tre canali della televisione di Stato ai programmi on demand. E tant’altro ancora.

E, quindi, ricordo le cartoline inviate ad amici e parenti soprattutto in occasione di vacanze estive o invernali. Ecco, in quel tempo, partire, per qualche giorno, oppure, per settimane o mesi, significava davvero allontanarsi da quella quotidianità alla quale eravamo abituati. Perdere qualsiasi contatto, ecco. Ci si poteva telefonare spendendo qualche soldino di troppo. E, poi, c’erano le lettere e le cartoline.

In particolare, le cartoline spedite da qualche luogo di vacanza le sceglievi in qualche tabaccaio o cartoleria. E anche in questa scelta c’era del metodo; quelle più ordinarie che raffiguravano le principali opere d’arte o il paesaggio marittimo del luogo vacanziero erano riservate banalmente ai parenti più stretti quelli che, magari, avresti anche trascurato se non ci fosse stato quel timore di offenderli o mancargli di rispetto. Poi, invece, c’erano gli amici più spassosi per i quali potevi permetterti una scelta meno scontata, qualche foto divertente accompagnata da commenti ben diversi da quelli burocratici rivolti a mamme, papà o nonni.

Personalmente, trovavo questa roba delle cartoline un bel fastidio e cercavo di sbrigarlo più velocemente possibile. Insomma, trasmettevo cartoline senza emozionarmi troppo.

Poi, il tempo delle cartoline è finito e, oggi, capita spesso di ricevere su qualche programma di messaggeria installato sullo smartphone, foto di amici o conoscenti che stanno all’altra parte del mondo. Ieri ne ho ricevute un paio su una chat di gruppo di un tizio in vacanza in Nepal. Generalmente, e tranne qualche eccezione, le cancello immediatamente. M’infastidiscono tanto quanto le vecchie cartoline.

A proposito. Qualche anno fa, incontrai un’amica prima di partire per una breve vacanza a Praga. Incredibilmente, mi chiese di mandarle una cartolina perché il fratello ne faceva collezione. Non assicurai nulla, tuttavia, riuscii nell’impresa trovando una bella cassetta postale nel pieno centro della città boema. Missione compiuta, insomma. Nel ricordo di quelle vecchie cassette, color rosso scuro, e di quelle cartoline mostrate all’esterno di tabaccherie o cartolerie. Destinate a sparire e a conservarsi solo nella nostra memoria più o meno offuscata.

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