MOBILI E RICORDI
Spostare mobili, svuotare ante e cassetti per procedere con indifferibili lavori di casa. Per imbiancare muri e scacciare via la muffa accumulata in anni d’incuria. Anni passati, ecco, e te ne accorgi quando, e per l’appunto, svuotando ante e cassetti ritrovi oggetti dei quali avevi perso qualsiasi memoria.
Le cassette audio che, un tempo, si ascoltavano attraverso registratori o impianti stereo ormai fuori dal tempo e da qualsiasi negozio di elettronica; ne ho ritrovate alcune autoprodotte in un centro sociale che frequentavo assiduamente e, devo dire, mi sono un po’ commosso. Senza esagerare troppo. Gli appunti e il materiale bibliografico di una tesi di laurea ormai e assai lontana nel tempo, roba da buttare perché si trova nella sterminata rete internet scaricabile o stampabile a piacimento. E, soprattutto, tanti libri. Vecchi libri, ne spuntano alcuni che proprio non ricordavo di aver mai letto. Ma che davvero? E le enciclopedie di un tempo, quelle che vendevano certi ambulanti che lavoravano ‘porta a porta’, sempre ben vestiti e con una retorica fluente o, comunque, efficace, pronti a convincere l’interlocutore di turno della ‘qualità’ del prodotto offerto. Enciclopedie universali, enciclopedie mediche e scientifiche, financo, enciclopedie per ragazzi. Per ragazzi, ecco, che nostalgia! Oggi c’è Wikipedia, si trova di tutto e senza bisogno del venditore incravattato.
Tutta questa carta che, un giorno, speriamo più lontano possibile, finirà, probabilmente in qualche cassonetto di rifiuti più o meno differenziato.
Ha ancora senso collezionare libri, riviste e quant’altro? Me lo sono chiesto ancora in questi giorni. Occupano spazio e producono quel fiume di ricordi e di memorie che, prima o poi, ti fa stare un po’ peggio di prima. Perché ti ricorda il tempo, tanto tempo, fuggito via, con quei cassetti pieni e la muffa che si formava sui muri. E, quando questa mattina, ascoltavo una ragazza che, parlando con una sua compagna di scuola, diceva, quando ero piccola, col tono di chi ne aveva viste e vissute chissà quante ho riflettuto, ancora, su questa storia dei ricordi che ci portiamo dietro e dai quali ci liberiamo solo perdendo la nostra memoria. Più o meno consapevolmente
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