AUGURI MACABRI

Pora nonna mi diceva che la morte non si augura a nessuno! In effetti non ero proprio d’accordo. Insomma, sì, come principio generale ci stava ma come tutte le affermazioni perentorie poteva  ammettere alcune eccezioni. Certo, un certo odio, quantomeno, bisognerebbe tenerselo pur senza esprimerlo pubblicamente, ecco. Soprattutto se si ricopre un’importante carica pubblica.

Tutto questo pistolotto iniziale con doverosa citazione de pora nonna per parlare dell’ennesima sparata di quel pezzo di beota che ricopre, attualmente, la carica di ministro delle infrastrutture nonché di vice presidente del consiglio. Mi riferisco, evidentemente, a Matteo Salvini che, a commento di un tragico fatto di cronaca, quello avvenuto alla stazione di Verona dove un poliziotto ha sparato, uccidendo un uomo di ventisei anni nato in Mali, ha affermato, non ci mancherà!

Ecco, siamo ormai abituati a fatti, gesti e parole di questi governanti simili a veri e propri mostri. Al loro cinismo, alla loro disumanità esibita e ostentata nei confronti dei più deboli, dei più poveri, dei più marginali.

Ma, forse, non eravamo ancora arrivati a simili orrori dialettici. Un ministro della Repubblica che, quasi, si rallegra per la morte di un poveraccio. Anzi, mi correggo, senza il quasi.

Senza neanche considerare le conseguenze di simili parole. O, probabilmente, considerandole, eccome, e pensando che una certa brutalità, chissà, potrebbe fargli guadagnare qualche voto.

Ora, continuo a pensare, ragionando anche su quest’ennesimo scempio dialettico compiuto da un influente ministro, cosa aspettano quei ‘sinceri democratici’ da salotto, gli indifferenti e gli equi distanti, ovvero coloro che continuano a legittimare questo governo, a prenderne concretamente le distanze? E a unirsi al coro, purtroppo ancora troppo flebile, di chi crede che ogni giorno in più con questi al comando del paese, ci proietti sempre più verso un baratro dal quale, poi, sarà davvero difficile risalire.

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