SOSTE

E, poi, ci sono le soste del campionato. Giocano le nazionali dei vari paesi, dislocati nei diversi continenti e le squadre di club per le quali facciamo il tifo si riposano.

Durante la stagione che inizia ad agosto e finisce al tramonto del mese di maggio, ci sono soltanto quattro soste di campionato. Una in estate, due in autunno, l’ultima in primavera. Si gioca, ormai, anche a Natale e Capodanno e qualcuno, più o meno giustamente, dice che è troppo e che, proprio, non se ne può più.

Ora, tutto questo pippone introduttivo, per dire che, appunto, quando ci sono le soste del campionato ne approfitto per fare cose diverse, magari per rivedere persone che non posso frequentare mentre perdo la ragione in uno stadio di calcio.

E’ capitato, così, proprio in un sabato senza partite della Roma, d’incontrare a cena vecchi compagni. Ne ricordavamo uno, scomparso prematuramente qualche anno fa, Ci siamo ritrovati insieme, dopo un po’ di tempo e, come succede in questi casi, nei discorsi si mischiavano il presente e il passato.

Chiaramente, non era la prima volta che mi ritrovavo in qualche ‘reunion’ di vecchi amici o compagni, reduci da qualche cosa. E, devo dire, che la sensazione è sempre la stessa. Il piacere di rivedersi, quasi l’illusione di spostare indietro, seppur per qualche ora, le lancette del tempo. Poi, quando tutto finisce rimane quasi un retrogusto amaro. Come se fossi stato per qualche ora in uno stato di allucinazione o, almeno, di eccitazione quasi innaturale, e, poi, svanito l’effetto, il vuoto e l’amarezza. Come se fosse svaporato l’effetto di una sostanza stimolante o dopo un bel rapporto sessuale.

Passata la festa, sì, ci ripensi. Al tempo passato, a quel che eravamo a quel che, in fondo, siamo diventati. Consolandoti se qualcuno ti dice, ma sei rimasto uguale! Che, poi, non è neanche vero. Si cambia con le esperienze, gli affanni, le gioie e i dolori che la vita ci concede quotidianamente. Nascondendo, spesso, gli  acciacchi, le fatiche e le inquietudini. Però, è stata una bella serata anche se proprio non so quando ci rivedremo ancora tutti insieme, Ho imparato a non confidare troppo in quelle formule di rito che accompagnano i commiati al termine di certe serate, tipo, rivediamoci presto mi raccomando!

E, comunque, è stato bello e meno male che, ogni tanto, c’è la sosta del campionato.

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